Assessore Rixi: Trasporto su gomma ritorna l’ecobus: l’Europa studia l’Italia

L’ANNUNCIODIRAMALL’INAUGURAZIONEDEICORSIEUROPEIDISHIPPING Trasporto su gomma ritorna l’eco bonus: l’Europa studia l’Italia Pagamenti possibiliapartiredal2016 Regione,Rixi lancia la “Direzione porti” GENOVA. Il governo sta progettando il ritorno dell’ecobonus, l’incentivo agli autotrasportatori per l’utilizzo del traghetto come alternativa alla strada (Autostrade del mare). Lo ha annunciato Antonio Cancian, presidente di Ram (Rete autostrade mediterranee, società partecipata da ministero delle Finanze che erogava il contributo) all’inaugurazione dei corsi per “Manager in sostenibilità e efficienza energetica nel trasporto marittimo” organizzati dalla Regione Liguria e dall’Università di Genova nel quadro dei programmi europei Ten-T (100 studenti in Europa, 25 liguri). L’ecobonus è stato in vigore nel periodo 2007-2010, portando da gomma a strada due milioni di viaggi Tir, ma venne sospeso a seguito di un’indagine dell’Antitrust europea, risoltasi in un nulla di fatto che però ha bloccato le erogazioni (quelle del 2010 sono state pagate nel 2014). «Ora – spiega Cancian – stiamo negoziando con l’Unione europea una misura di deroga/ proroga all’ecobonus, anche alla luce di quanto previsto dal Piano strategico della portualità e della logistica. La nostra idea sarebbe un incentivo diretto a tutti gli autotrasportatori o a tutti gli armatori italiani ed europei, con intensità superiore al 30% dei costi di esercizio per un periodo non superiore ai tre anni». La Ram ha inoltre presentato nell’ambito del programma Cef (Connecting Europe Facility) una proposta per estendere l’ecobonus italiano a livello europeo. Il progetto,denominato “Med Atlantic Ecobonus” è già stato valutato positivamente dall’Inea, l’ufficio europeo che si occupa del finanziamento ai progetti legati alle reti Ten-T. Coinvolge i ministeri dei Trasporti di Francia,Spagna e Portogallo, e consiste in uno studio di fattibilità per l’attivazione degli incentivi sia per le Autostrade del mare in Atlantico, che su quelle nel Mediterraneo, usando come base il modello italiano. «Dopo anni di dibattiti con Bruxelles – conclude Cancian – la Commissione europea ha avviato un percorso per creare un“euro bonus”». Tempi e fondi, anche per il caso italiano, sono tuttavia ancora da definire, ma nella migliore delle ipotesi – cioè se il Piano della logistica, che contiene anche i principi che giustificano l’ecobonus, andasse come promesso dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio in Consiglio dei ministri entro l’autunno-i pagamenti verosimilmente non avverranno prima di un anno, stando alle esperienze precedenti ed escludendo il caso dell’ultimo bonus, bloccato dall’Europa e pagato con tre anni di ritardo. Tra 2007 e 2010 l’ecobonus è stato erogato su un imponibile complessivo di 957 milioni di euro, portando il suo contributo all’aumento del 22,3% all’incremento (fino a 16,5 milioni di tonnellate di merce nell’ultimo anno) dell’utilizzo delle Autostrade del mare tra2007e 2010. All’incontro di ieri l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria, Edoardo Rixi, ha annunciato «una riforma dell’assessorato»che prenderà corpo nei prossimi mesi. In agenda, anche la creazione di una Direzione porti: «La riforma Del rio- spiega Rixi – prevede un’ulteriore marginalizzazione della Regione nel processo di governance dei porti. Tuttavia, noi lavoreremo per creare presto una struttura a servizio degli operatori portuali, con l’obiettivo di semplificare le norme regionali e contribuire alla semplificazione delle altre che gravano sui porti (si pensi alla controversia dell’Imu ai terminalisti), lavori per armonizzare l’intermodalità regionale, operi per velocizzare la realizzazione di quelle micro-infrastrutture a servizio dei porti attese da troppi anni (un esempio per tutti: l’autoparco a Genova)». Sul fronte della formazione, l’assessore Ilaria Cavo spiega che «bisognerà ripartire dalla domanda delle aziende. Oggi la Regione offre numero si corsi di formazione e la domanda delle aziende si traduce in stage, apprendistato e così via. Ma le imprese, penso soprattutto quelle piccole e piccolissime, devono aver chiaro il quadro dell’offerta che arriva dalla formazione, per questo dobbiamo creare strumenti adeguati, come ad esempio un sito ad hoc, di cui al momento la Regione non è dotata».
Tratto da ‘IlSecoloxix 08-09-15’