Attività extra Moenia, La Regione pronta a cancellare il dono di Burlando ai primari Liguri, L’Assessore Viale annuncia: verifica anticipata dei risparmi.

Attività extra Moenia
La Regione pronta a cancellare il dono di Burlando ai primari Liguri
Il “regalo” ai primari non durerà due anni
L’Assessore Viale annuncia: verifica anticipata dei risparmi. Applausi dai Cinque Stelle.
L’ultimo regalo fatto ai primari dalla giunta Burlando potrebbe essere presto cancellato. La legge sull’attività extramoenia, fortemente sostenuta dal consigliere – primario Walter Ferrando, non arriverà a due anni. O meglio, la verifica dei risultati prodotti arriverà molto prima del termine previsto dal testo approvato appena il 23 febbraio scorso tra le furibonde polemiche. Lo ha annunciato l’Assessore alla Sanità Viale Sonia, rispondendo a un’interrogazione del gruppo del Movimento 5 stelle.
Nel corso della seduta pomeridiana di ieri, dedicata principalmente alle iniziative consiliari, forse un po’ a sorpresa è arrivata l’apertura della nuova giunta a rivedere un provvedimento che, per la verità, già nella scorsa legislatura aveva incontrato approvazione e contrarietà bipartisan. Su questo tema si era anche consumata una delle più profonde fratture tra l’assessore alla Sanità Claudio Montaldo e il “suo” Pd, la “sua” giunta, con il rappresentante della giunta sconfessato in aula anche dal presidente Burlando. A presentare l’interrogazione per i grillini è stato Marco De Ferrari, che ha subito sottolineato le conseguenze negative per l’assistenza sanitaria pubblica di una legge che consente ai primari di svolgere attività privata al di fuori dell’ospedale o dell’azienda per la quale lavora. Una possibilità che a detta dei consiglierei penta stellati e dei detrattori della legge regionale, aggrava il disservizio ai cittadini che “a fronte di continui esborsi in termini di tasse, devono avere garantiti gratuità e tempi brevissimi sui servizi di assistenza sanitaria”.
Consentire ai primari di esercitare anche fuori dalla struttura pubblica non aiuta certo a risolvere il problema delle liste d’attesa “che troppo spesso raggiungono superano l’anno solare, costringendo il più delle volte il singolo paziente a rinunciare all’assistenza pubblica e a rivolgersi al privato, con oneri economici non indifferenti e spesso non sostenibili”. Privato nel quale di fatto poi si trovano a operare anche gli stessi primari che esercitano attività extra-moenia.
L’Assessore Viale ha ribadito che questa legge è stata dettata da una chiara iniziativa politica “della passata amministrazione” che aveva giustificato la scelta di concedere ai primari questa libertà per motivi economici, nella speranza di avere risparmi, non dovendo più pagare “l’indennità esclusiva ai primari “. Ma questo risparmio si dimostra tale? O con l’extra-moenia le conseguenze per il sistema sanitario annullano i benefici se non addirittura provocano perdite? “La quantificazione dei previsti risparmi è effettivamente tutta da quantificare – ammette l’assessore. Questa legge aveva carattere sperimentale perché era previsto che dopo due anni ci sarebbe stata una verifica”. Ecco la svolta. Inutile aspettare. “Questo termine potrà essere rivisto, la quantificazione dei risparmi e quindi l’effettiva utilità della legge potrà essere oggetto di verifica anticipata”. Sottointeso che servirà dimostrato che l’extra-moenia è solo un regalo fatto ai primari e non qualcosa che può tornare utile ai cittadini e all’assistenza pubblica, la giunta non avrà problemi a stracciare la legge e a tornare a pagare l’indennità di esclusiva per avere primari presenti e concentrati solo nel loro lavoro pubblico.
Una svolta per il settore, che non a caso il consigliere grillino coglie in tutta la sua importanza ed esulta, ringraziando la giunta: “Sono soddisfatto della risposta – ribadisce Marco De Ferrari. Sicuramente riproporremo il problema a breve per evitare di aspettare due anni per la verifica. L’extra-moenia ha un costo nullo per chi la esercita, è solo un’ingiustizia sociale”. Il consigliere conforta la propria tesi con i dati di altre regione dove il contributo versato alle Asl dai medici per le visite private è mediamente del 10 per cento, con punte minime del 2,2 per cento. Il resto finisce tutto nelle tasche dei professionisti, che rinunciano solo all’indennità. Soddisfazione dunque dei 5 stelle che anche in questa occasione sono pronti a riconoscere e applaudire le scelte giuste della giunta Toti.
Tratto da ‘IlGiornale23-09-15’