Basta code al Pronto soccorso, il piano del Commissario Locatelli sul modello Lombardo

L’INCUBO DEL COLLASSO OSPEDALIERO CON L’ARRIVO DELL’INFLUENZA

«Basta code nei pronto soccorso dimettete i pazienti nei weekend» Regione, il piano del commissario Locatelli sul modello lombardo «I Pazienti devono essere dimessi anche il sabato e la domenica e il medico dell’ospedale deve avere la possibilità di contattare il medico di famiglia per la visita a domicilio». Arriva la cura lombarda per i pronto soccorso e la ricetta è firmata dal nuovo commissario dell’agenzia regionale, il bergamasco filo-leghista Walter Locatelli fresco ex della principale Asl di Milano. La giunta Toti, sempre attenta anche all’immagine, non vuole rischiare di essere bersagliata dalle critiche per i malati “parcheggiati” sulle barelle, e chiama a rapporto manager e responsabili dell’emergenza. Dirige le manovre l’assessore alla Salute Sonia Viale, affiancata da Locatelli che ieri ha chiamato a rapporto manager e primari per salvare i pronto soccorso dal naufragio, in vista dell’epidemia influenzale, ma già in grande difficoltà in questi giorni. Una riunione di un’ora e mezza, inebriata da un buonismo frenato, e senza la minima vena polemica. Locatelli consegna un documento (con la preghiera di non divulgarlo alla stampa) con la ricetta – «i sei interventi immediati per limitare gli accessi inappropriati ai pronto soccorso». Malati sulle barelle Glio spedali dimettono i malati fino al primo pomeriggio del venerdì, poi, salvo rare eccezioni, se ne riparla il lunedì mattina, ma per almeno due giorni i pronto soccorso non sanno dove ricoverare i malati e vanno in tilt. L’altro giorno al pronto soccorso del San Martino c’erano trenta pazienti in corridoio (al primo piano) in attesa di un letto vero in un reparto. Succede anche al Galliera e al Villa Scassi (la media è di venti barelle ciascuno negli ultimi due giorni). «È un problema che ha tutta l’Italia. Noi dobbiamo coinvolgere i cittadini con l’informazione», rimarca Locatelli, ma se mancano i letti (150 in meno negli ultimi due anni negli ospedali genovesi,ndr)i malati restano sulle barelle, spesso quelle delle ambulanze. Le direttive sono improntate all’ottimismo: pazienti a casa anche nel fine settimana anche se sarà ben difficile avvisare il medico di famiglia che il sabato e la domenica non lavora per contratto. Il manager chiede anche che vengano convocati i medici di famiglia e della guardia medica «per l’organizzare l’assistenza nei week end». Non è escluso che la Regione preveda di ricorrere ad incentivi per coinvolgere i medici. Letti in più nei reparti Gli ospedali, compreso il San Carlo di Voltri che è agli argini del sistema dell’emergenza, «dovranno mettere a disposizione nei reparti di medicina e cure intermedie almeno dieci posti letto nei giorni critici, fine settimana e lunedì». Ma ci saranno assunzioni a tempo di medici e infermieri sulla falsariga del modello lombardo? Uno degli altri compiti riguarda i malati terminali che in caso di necessità di rivolgono al pronto soccorso perché non hanno un punto di riferimento negli ospedali – anche un numero di telefono del medico di turno – e quindi non possono essere assistiti a casa. «Il servizio di assistenza domiciliare deve rendere disponibile, entro 24 ore dalla richiesta, un geriatra per le dimissioni degli anziani. Il personale infermieristico può essere trovato nell’organico della Asl». C’è anche un intervento a medio termine: «utilizzo di personale delle strutture per anziani private, apertura degli ambulatori nel weekend,anche con l’utilizzo di medici della guardia medica». “Vedi Regione Lombardia” scrive Locatelli e in molti storcono il naso. Ma l’influenza è alle porte e il tempo, per gli interventi straordinari, stringe come ha sottolineato l’assessore Viale: «L’intasamento dei pronto soccorso è un punto critico del sistema e noi dobbiamo fare in modo di essere pronti». Attacca il Gore (il gruppo operativo per l’emergenza): «Manca il governo dell’emergenza». E mancano i letti nei reparti, ricordano i primari dei pronto soccorso.
Tratto da ‘Ilsecoloxix 13-01-16’