Buco nella Sanità ligure la Regione ai manager: «Contenete la spesa»

Per scongiurare nuove tasse chiesto aospedali e Asl un piano-uscite da agosto e dicembre
GENOVA. «Tenete sotto controllo giornaliero la spesa e ridurre le uscite per quanto possibile». Partirà stamattina da piazza De Ferrari la lettera dell’assessore Sonia Viale ai nove direttori generali della sanità ligure. È la prima mossa della Regione Liguria per non aumentare le tasse, dopo che i tecnici di piazza De Ferrari hanno previsto un buco di 70 milioni di euro sui bilanci 2015 della sanità. Preoccupata di evitare una manovra che andrebbe a toccare i liguri con un reddito imponibile lordo superiore a 15 mila euro (la tassa extra oscillerebbe tra i 70 e i 250 euro annui, ndr) ieri mattina ha sollecitato gli uffici della Regione a preparare un documento di “allerta” indirizzato ad Asl e ospedali liguri. «Riceveranno indicazioni precise per contenere il più possibile la spesa, senza penalizzare i pazienti. Non voglio fare come il governo Renzi che impone tagli lineari per recuperare risorse». La prossima settimana l’assessore farà il giro di tutte le aziende sanitarie e incontrerà i manager. «Inizieremo ad affrontare i problemi e, al più presto, dovranno presentarmi un piano sulle uscite da agosto a dicembre». Se, però, le previsioni dei tecnici della Regione verranno confermate dai bilanci, il rosso complessivo del 2015 potrebbero oscillare trai 150 e i 200 milioni di euro: un buco che, per essere coperto, costringerà la giunta ad aumentare l’addizionale Irpef (al massimo consentito). «La Liguria non naviga in ottime acque, ma siamo intervenuti subito per riuscire a non aumentare le tasse». L’assessore Viale è preoccupata per i conti ma ottimista, mentre il presidente Giovanni Toti è categorico: «La mia giunta di centrodestra non aumenterà le tasse. Troveremo semmai il modo di coprire le nefandezze altrui in questi dieci anni. Certo questo potrebbe significare un ritardo dei nostri piani di riduzione delle tasse e di incentivazione fiscale alle imprese: sarebbe un danno molto grave. Nelle prossime settimane cominceranno le verifiche dei conti e ci vedremo più chiaro». Chiamato in causa da Toti, Sergio Rossetti, assessore al Bilancio della giunta Burlando, non porge l’altra guancia: «La nostra pianificazione per il 2015 era stata fatta per evitare il buco nel bilancio della sanità ligure: avevano definito un budget per le aziende sanitarie che evidentemente non è stato rispettato. Ho letto che Toti vuole vendere gli immobili che sono ora di Arte: non può farlo perché i 103 milioni che abbiamo incassato, sono già stati utilizzati per coprire il buco del 2011. Non sarebbe comunque possibile perché non la Legge di stabilità non consente di usare i fondi della cartolarizzazione per coprire il deficit della sanità». L’ipotesi di una stangata ha scatenato le reazioni dei sindacati, contrari ad una manovra fiscale. Il segretario nazionale dell’Anaao, il principale sindacato dei medici, Costantino Troise denuncia «Ad ogni cambio di Governi nazionali e locali entra in funzione la banda del buco tra annunci e smentite di nuove tasse e altri tagli». Il segretario ligure della Uil, Letta Trotta ricorda il precedente del 2005. «La prima giunta Burlando attaccava l’ex presidente Biasotti per il buco nella sanità, oggi la nuova giunta Toti attacca la precedente sul buco in bilancio da 70milioni.È ’il gioco delle parti nell’alternanza, ma a farne le spese non possono essere sempre i cittadini. Temo che andremo incontro a un autunno caldo».
Tratto da ‘il Secolo xix 28-07-15’