Buona sanità, la ricetta di Viale: Esporteremo le nostre eccellenze, patto di collaborazione tra Lombardia e Veneto.

«NON DOBBIAMO diventare la succursale della Lombardia». Sonia Viale, da pochi giorni assessore alla Salute e vice presidente della Regione Liguria, blinda l’indipendenza della sanità ligure rispetto alla potente e ingombrante vicina. E annuncia un protocollo di collaborazione anche con il Veneto. «I due binari – spiega – sui quali andrà costruita la riforma della nostra sanità: guardiamo cosa fanno gli altri e prendiamo ciò che ci serve, adattandolo alla nostra». Perché ad una riforma del sistema sanitario ligure, Viale vuole arrivare entro metà legislatura «perché il resto del tempo dovrà servire ad attuarla ».A passo di carica, dunque, la prossima settimana Liguria e Lombardia procederanno alla nomina degli 8 tecnici, la commissione paritetica prevista dall’accordo bilaterale. Dall’iniziale priorità di monitorare i costi di una sanità sempre al limite e che quest’anno, come è stato definito nella conferenza Stato- Regioni dovrà quanto meno rinunciare (come tutte le altre) all’incremento del fondo sanitario, la nuova amministrazione della Regione Liguria in pochi giorni si è ritrovata con l’esigenza di ripensare l’intero settore. Così il protocollo d’intesa con la Lombardia si è ampliato, si è esteso dalla due diligence sui conti, più che altro su come vengono spesi i denari per la salute, ad una più ampia collaborazione con i tecnici della Regione Lombardia. «Senza subalternità giura il neo assessore alla Salute – tanto che il protocollo con la Regione di Maroni, necessario come base giuridica per questa collaborazione,è stato Scritta Genova e poi sottoposto a Milano». E senza «diventare la succursale della Lombardia, perché sia nell’alta specialità sia nella cura dei malati cronici e nella riabilitazione questa regione ha molto da dire». Prove tecniche di santa alleanza tra amministrazioni di centrodestra, ma non solo. «In questo momento la Lombardia ha una particolare vivacità: la sua riforma sulla sanità è stata definita e il piano sarà presto discusso. A noi interessano i contenuti, ovviamente, ma anche ripercorrere i passaggi – aggiunge Viale – Quel metodo mi piace molto: non si presentano pacchetti chiusi, ma si va al confronto». Obiettivo di legislatura di Viale è arrivare alla riforma della sanità ligure utilizzando «la prima parte per dar corso alla legge che ridisegna il sistema» e la seconda «per aver tempo di attuarla perché se non ci si danno i tempi giusti,se non si sfrutta un indirizzo politico forte, alla fine anche le riforme migliori restano nel cassetto». Dopo la Lombardia, toccherà al Veneto. Anche qui l’idea di Sonia Viale e del governatore Giovanni Toti è osservare le migliori pratiche, far diventare liguri quelle che servono. E mentre la prossima settimana la commissione paritetica di 8 tecnici comincerà a muovere i primi passi, la sanità ligure deve ancora trovare il proprio vertice. Sembra infatti che Stefano Del Missier, il super consulente lombardo dato in arrivo in piazza De Ferrari, alla fine abbia declinato l’invito della giunta Toti.

Tratto da ‘Il Secolo XIX 12-07-15’