Cartoline da dimenticare dalla capitale della nautica, attorno alla Fiera il degrado resiste: Rixi:«Un pessimo biglietto»

Ma attorno alla Fiera il degrado resiste: effetto-discarica in piazzale Kennedy Cancellate arrugginite, erba alta, sporcizia.  Rixi:«Un pessimo biglietto» Cartoline da dimenticare dalla capitale della nautica. Manca un giorno, ma c’è da augurarsi che a filare liscio siano soprattutto i collegamenti verso la Fiera, perché i visitatori che si muoveranno a piedi per raggiungerla da viale Brigate o da piazzale Kennedy potrebbero trovarsi davanti a poco edificanti esempio del degrado cittadino. Come la cancellata che delimita piazzale Kennedy su corso Marconi, arrugginita e danneggiata in più punti, ricoperta di vegetazione e sporcizia. Con le immancabili transenne di Aster. Proprio di fronte a una piazza Rossetti invece curata (almeno nelle aiuole, con l’erba tagliata). Un altro pessimo biglietto da visita?La montagna di detriti e terra del Bisagno ancora accatastata sul lato mare, con una ruspa a fare la guardia. Non è migliore lo spettacolo per chi arriva a piedi da piazza della Vittoria: l’edificio dell’ ex Q8 è stato adattato alla bisogna per ospitare i profughi, ma non è certo un bel vedere. E salendo il sottopasso si incontra una splendida porta divelta e chiusa alla bell’emeglio con un lucchetto e una catena. Il tutto sulla strada delle biglietterie. Ce n’è abbastanza per fare sbottare Edoardo Rixi, assessore allo Sviluppo economico della Regione: «La Fiera punta tantissimo sul Salone, e anche noi come Regione. E vorremmo che, almeno nella Darsena e con qualche produttore, diventasse un’esposizione permanente. Ma il Comune, che della Fiera è azionista, dovrebbe anche curare un minimo lo spazio intorno che è il nostro biglietto da visita. Quanto all’edificio usato per i profughi, mi limito ad osservare chela Prefettura ci aveva promesso che durante il Salone non ci sarebbero stati». Da parte di Tursi, invece, si cerca di rimarcare quanto è stato fatto, soprattutto per estendere l’evento-salone ad altre zone della città: «L’idea di “Genova in blu” è proprio quella di portare il Salone in città, farne un evento “diffuso”, già al primo impatto», spiega Carla Sibilla, assessore al turismo e cultura della giunta Doria, «per questo abbiamo allestito una quinta all’aeroporto, abbiamo messo le bandierine in Sopraelevata, coloreremo la fontana di De Ferrari e abbiamo organizzato tante iniziative in tutto il centro città in convenzione con il Salone». Idea meritoria, come lo sarebbe rendere un po’ più gradevole i dintorni della Fiera e le vie di accesso.
Tratto da ‘ilsecoloxix 29-09-15’