Centri commerciali, la Regione esclude i Comuni dalle scelte. Rixi: ‘così spezzeremo i monopoli’

Il Pd attacca: «È un regalo fatto a Esselunga» Rixi replica:«Così spezzeremo i monopoli» La programmazione del commercio torna in capo alla Regione e il piano dell’assessore Edoardo Rixi scatena la furia del Partito democratico: «Un colpo di spugna sul potere dei Comuni di decidere dove fare i centri commerciali, un regalo a Esselunga»,e ancora «un “liberi tutti” a nuovi ipermercati», secondo i consiglieri Juri Michelucci e Raffaella Paita. Ma l’assessore allo Sviluppo economico non arretra e rivendica la scelta: «Non è un favore a un operatore piuttosto che un altro, si tratta di un ritorno a quello che è il modello applicato ovunque tranne che qua:la programmazione la fa la Regione, non i singoli comuni che per esigenze di bilancio si vendono le aree al miglior offerente o pongono blocchi ideologici alla concorrenza». Il riferimento, nemmeno tanto velato, è alla querelle Coop-Esselunga, che torna sul dibattito politico dopo lo scontro tra Comune e Regione sul piano urbanistico genovese. Gli emendamenti In concreto, cosa cambierà con gli emendamenti al testo sul commercio (testo unico del 2007 e regole di dettaglio del 2012)proposti da Rixi? La modifica principale è la cancellazione dell’articolo che assegnava a ciascuna delle 235 amministrazioni locali liguri l’individuazione delle “aree compatibili con l’insediamento di grandi strutture di vendita, centri commerciali, aggregazioni di esercizi singoli, parchi commerciali, distretti commerciali tematici”. In pratica, non saranno più i sindaci a decidere dove si può insediare un ipermercato o un centro commerciale. «Ma non si tratta di una deregulation», difende il testo l’assessore, «perché la Regione decide dopo un confronto con le Camere di commercio e tenendo presente l’interesse dei piccoli operatori». Opposta l’interpretazione del Pd: «Il combinato disposto di questa legge e del Piano casa dice Giovanni Lunardon – apre la possibilità a speculazioni e insediamenti commerciali al di fuori di ogni controllo». Via libera in aree di pregio Un’azione decisa in senso di apertura a nuovi operatori in effetti c’è: viene rimosso il vincolo che impedisce l’insediamento delle medie e grandi strutture di vendita nelle Su (superfici urbane qualificate) e Iu (Strutture di immagine urbana). In pratica si trattava di uno schermo che impediva gli insediamenti commerciali (limitandone le superfici di vendita che potevano essere autorizzate) in aree di pregio urbanistico considerate come meritevoli di particolare tutela. Oggi possono sì aprire negozi e anche megastore, ma con limiti di superficie molto più bassi di quelli generali: 250-600 metri quadrati per gli alimentari e 250-1000 metri quadri per le altre merci. Il pensiero va su un caso specifico genovese, quello di via Piave, area sulla quale vige precisamente il vincolo delle superfici urbane qualificate, dagli anni ottanta. E non è un mistero che proprio su quell’area ci sia l’interesse di Esselunga per l’apertura di un nuovo supermercato. «Si spiana la strada ai centri commerciali, alla faccia delle dichiarazioni sul sostegno al piccolo commercio», è la sintesi di Raffaella Paita che oggi in commissione porterà emendamenti per cancellare tutte queste novità. Difficile però che la maggioranza su questo si sfaldi. Rixi rimanda le accuse al mittente: «L’effetto che otterremo sarà quello di spezzare il monopolio di certi operatori della grande distribuzione nella gran parte della Liguria-dice – e con più concorrenza anche il piccolo commercio ne trarrà giovamento».
Tratto da ‘ilsecoloxix 13-01-16’