Cernobbio – la Lega di Bobo: euroscettica e un po’ liberista

CERNOBBIO (COMO). Prima la stoccata, poi il caffè assieme. Tutto in una mattinata. Roberto Maroni e Giulio Tremonti non sono mai stati grandi amici. Più legato a Umberto Bossi che non al suo “delfino”, l’ex ministro del Tesoro potrebbe però trovare in Bobo l’alleato giusto per il proprio progetto. Alla Lega manca una politica (e una guida) economica forte, che vada oltre gli slogan anti-euro. A Tremonti, pronto a scendere in campo con una propria lista, potrebbe mancare il supporto dei numeri, come spesso accade a chi tenta avventure in solitaria. E così, ieri mattina a Cernobbio, la strana coppia prima si stuzzica a distanza, poi discute. «Tremonti fa una lista? Mi fa piacere, ma non basta mettersi in un bel posto e scrivere un bel programma. Poi servono i voti».Così,pragmatico e sibillino, il leader della Lega Nord commenta la discesa in campo di Tremonti.Poi va oltre:«Ce ne saranno tante altre, di liste. Ci sarà quella di Oscar Giannino, quella di Luca Montezemolo. Più gente c’è meglio è,ma poi bisogna prendere i voti. La democrazia funziona così e io sono piuttosto affezionato alla democrazia». Possibilità di un’alleanza? Eccola risposta ufficiale: «Noi ci alleiamo con il nostro popolo. Cerchiamo di prendere più voti possibili su un programma chiaro poi chi condividerà questo nostro programma che vede “prima il Nord”, sarà il benvenuto». Tremonti è pronto a questa condivisione? La sua esperienza in campo economico è nota, e assai utile alla forza leghista. Non a caso, così, nella prima pausa utile dei lavori al workshop Ambrosetti, ecco Maroni e Tremonti appartarsi nel ristorante di villa d’Este, in piedi per una mezz’ora buona, anche d’intralcio ai camerieri che stavano apparecchiandogli eleganti tavoli per il pranzo. Mezz’ora di discussione fitta: Maroni prima ascolta, poi prende in mano una serie di fogli, li mostra a Tremonti. E i due discutono. «Temi economici», dice una fonte, in una mattinata in cui il tema ufficiale dei lavori è,invece,quello della giustizia e della sicurezza, argomenti di cui Maroni si è molto occupato in passato e su cui si sente forte anche nella stesura del programma elettorale. Un programma in fase di elaborazione, che i leghisti dovrebbero iniziare ad annunciare con una serie di gazebo e banchetti che saranno nelle piazze italiane a partire dal 21 ottobre, per avviare così una lunga campagna elettorale. Su un punto le idee di Maroni e Tremonti, notoriamente definito “euro-scettico” trovano una convergenza: l’Europa. L’ex ministro del Tesoro sta avanzando addirittura l’idea di un referendum europeo d’ispirazione simile all’iniziativa che piace al ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schäuble, con una revisione, quindi, della costituzione. Maroni è altrettanto in sintonia, e lo fa capire attaccando il premier italiano: «Monti ha una concezione della democrazia un po’ particolare. Non è populismo chiedere che il popolo dica la sua sull’euro e sull’Europa, è democrazia, questa è la differenza».Questo perché il pensiero di Bobo è che «debba esserci una Europa diversa da quella che hanno in mente Monti e la Bce, perché noi vogliamo una Europa federale e democratica, una Europa delle Regioni,e non uno Stato unico d’Europa». Poi, però, ci sono punti sui temi economici che divergono. Le recenti parole di Tremonti sul sud non sono piaciute alla Lega: «Bisogna rilanciare la Cassa per il Mezzogiorno che non è stata affatto un fallimento. Negli anni in cui ha operato il gaptra nord e sud si è ridotto. Bisognava risanarla, non chiuderla», ha detto l’ex ministro in un’intervista al Mattino. E la Lega non ha apprezzato. «C’è da lavorare per trovare sintonia, ma ricordiamoci che noi siamo pronti anche a correre da soli», confidava ieri un dirigente leghista, ma non c’è dubbio che il Carroccio guardi con attenzione ai movimenti “liberal”. Non a caso Oscar Giannino – che ha sposato l’idea della macro regione pensata dalla Lega – è spesso ospite dei dibattiti nelle feste leghiste e illustra alla platea del Carroccio il proprio programma. Di lui, Maroni dice: «E’ un personaggio straordinario, ma voglio capire se rappresenta solo un gruppo elitario o se ha consenso».

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