Fincantieri, dalla Regione una lettera ai ministri, Rixi e Berrino portavoce dei timori di Riva – Sestri Levante

Porta la data del 16 settembre, la lettera scritta dalla Regione ad oggetto “Situazione occupazionale Fincantieri”. Gli assessori allo Sviluppo economico, Edoardo Rixi, e al Lavoro e Politiche attive dell’occupazione, Giovanni Berrino, l’hanno recapitata a gli omologhi di palazzo Chigi. Ovvero al ministro allo Sviluppo economico Federica Guidi e il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti. Quel che si legge nel testo corrisponde agli impegni presi un mese e mezzo fa in consiglio regionale, nell’ordine del giorno che chiedeva l’intervento del governo «per ristabilire un clima di serenità che consenta il rallentamento delle tensioni all’interno del cantiere, generate dai provvedimenti unilaterali ultimamente adottati». Il cantiere in questione è lo stabilimento di Riva Trigoso e i provvedimenti sono i trasferimenti coatti di due progettisti, inviati loro malgrado ad Ancona e Monfalcone. Nella lettera, Rixi e Berrino rimarcano la valenza strategica e occupazione di Fincantieri in Liguria e comunicano le preoccupazioni dei lavoratori per le scelte future dell’azienda: «Il consiglio regionale – scrivono – ritiene utile e gradito l’intervento dei vostri uffici presso l’azienda al fine di ristabilire il necessario clima di serenità interno così da assicurare le migliori condizioni lavorative e industriali che consentano di sfruttare appieno le promettenti prospettive produttive a vantaggio dell’occupazione dell’intera collettività genovese. Cogliamo l’occasione per rimarcare la più totale disponibilità dei nostri assessorati ad essere informati su qualsivoglia processo concernente Fincantieri». Richiesta debole? Il consigliere regionale Claudio Muzio, che ha seguito l’intera vicenda, sostiene di no: «I toni vanno commisurati al ruolo che un ente ha – spiega .La Regione riferisce le preoccupazioni e chiede al governo di intervenire. Quel che mi pesa di più è che la lettera non sia stata inviata anche al ministro della Difesa Roberta Pinotti. Chiederò spiegazioni e mi attiverò perché accada». Il nome della Pinotti non è l’unico che manca. In calce non compare la firma del presidente Giovanni Toti, sollecitato dall’ordine del giorno al pari dei suoi assessori.
Tratto da ‘Il Secolo xix del Leante 18-09-15’