Interpellanza campo nomadi Villa Bombrini Cornigliano

Al Signor Sindaco
Comune di Genova
SEDE
INTERPELLANZA

PREMESSO che il problema campi nomadi abusivi sta assumendo, specie a ponente, risvolti sempre più gravi, per residenti e commercianti delle zone interessate dalla presenza di detti insediamenti;

visto che uno dei punti “caldi” è Cornigliano, in zona Villa Bombrini : i residenti hanno raccolto firme per una petizione da presentare alla Sua attenzione e nella quale chiedono lo spostamento dei rom, la cui presenza crea non solo problemi legati a numerosi furti nelle abitazioni, negli esercizi commerciali ed alle auto in sosta, ma un gravissimo problema igienico-sanitario che, se non arginato, con l’arrivo della stagione estiva rischia di esplodere pesantemente;

EVIDENZIATO

-che lo spazio adiacente il teatro di posa Cineporto è ormai coperto di escrementi;

-che i rom utilizzano acqua e bagni dei giardini della Villa e li hanno resi inagibili;

-che non si può parlare di “tolleranza” o di “integrazione” quando ci si trova davanti a scempi urbani ogni qualvolta si parla di nomadi e tanto meno optare per il silenzio anziché applicare e far rispettare le leggi;

TENUTO CONTO

-che non è pensabile dare giustificazione a dichiarazioni del tipo : “Sono qui da tre mesi, siamo dieci famiglie, tre bambini. Non sappiamo dove andare”, considerato che l’appartenere ad etnie votate al nomadismo comporta non di certo la stanzialità e questo dai tempi forse più antichi del mondo stesso;

-che per cittadini che vivono le difficoltà di una crisi economica che non conosce eguali, pagano tasse, sono privati dei servizi più elementari e sono sacrificati a mille rinunce perché arrivare a fine mese non è facile, vedere spreco di acqua, danneggiamenti urbani, degrado igienico-sanitario ed il rischio di subire furti o scippi per mano di gente che ovunque si colloca è definibile come indesiderata, non per razzismo, ma per cognizione di causa, si crede debba far riflettere e non poco questa Giunta che solo all’apparenza sembra assente al problema, poiché si apprende dalla stampa che è in corso un “progetto pilota” che prevede il trasferimento, ad esempio, delle famiglie rom di Via Adamoli in alloggi del patrimonio comunale ; non in alloggi popolari perché “al momento ci sono delle difficoltà normative”, ha precisato l’Assessore competente per delega;

-che di certo per le centinaia di famiglie in lista d’attesa di un alloggio popolare da anni una tale decisione suona come l’ennesima disattenzione alle problematiche dei propri cittadini : l’indifferenza delle Istituzioni verso i bisogni della cittadinanza è un fatto grave;

RICONOSCIUTO che se è pur vero che secondo il pensiero dei volontari delle varie comunità “una città civile non può accettare che dei bambini vivano in una baracca”, non è accettabile che residenti e cittadini per  bene non solo subiscano presenze che mai o quasi hanno mostrato volontà di integrazione e adeguamento a leggi e norme italiane ma anche scelte politico-amministrative certamente discutibili se si considera, ad esempio, la difficoltà che alcune persone vivono nel chiedere semplicemente un “cambio alloggio”, scontrandosi con una burocrazia tutt’altro che snella  che di certo non solo non agevola il cittadino ma pachidermicamente blocca tutto ciò che potrebbe rappresentare un modo per creare una distribuzione di spazi certamente più equa ;

SI INTERPELLA LA S.V.

Per conoscere

-il ruolo che si intende adottare nello specifico per questo campo : non è col silenzio che si affrontano i problemi, non è con l’elusione che si tranquillizzano i cittadini;

-se la Giunta è consapevole che il problema nomadi  rischia di implodere, soprattutto a ponente, dove sussistono le criticità maggiori e dove queste nuove formazioni abusive rendono sempre più difficile il percorso integrazione/tolleranza tanto forse agognato dalla Sua linea politica;

-se non sia importante dare risposte ai cittadini che si trovano a “convivere” con realtà così difficili e soprattutto considerare il valore della loro sicurezza che a tutt’oggi, ancora, questa Giunta non è stata in grado di esprimere né nei concetti, né nelle azioni;

-se non si ritiene di dare risposte ai genovesi anche sul problema casa: le graduatorie possono attendere, perché l’attenzione è concentrata sui rom che per magia a Genova non risultano appartenenti alla  tradizione del nomadismo, bensì allo stanziale e richiedono di abitare tra “quattro mura”.

Il Capogruppo Edoardo Rixi