Interpellanza sgombero baraccopoli rom Prà

Genova, 15/1/14

Prot. PG/2014/11656

Al Signor Sindaco

Comune di Genova

SEDE

INTERPELLANZA

VISTO

-Che è in dirittura d’arrivo lo sgombero della baraccopoli da anni sulla Fascia di Rispetto di Prà;

-Che, da ciò che si evince dalle affermazioni della Giunta, trattasi di “un trasferimento seguito e accompagnato dagli operatori dei servizi sociali del Comune”;

APPRESO

-Che le 7 famiglie che risultano avere nel proprio nucleo minori o portatori di handicap saranno poste presso la palestra di via delle Fontane, ricovero abituale dei senza tetto nel periodo più critico dell’inverno, ma la permanenza in detta struttura sarà di due settimane: tempo utile per trovare altra sistemazione o per organizzare “percorsi di inclusione”;

-Che i restanti soggetti potranno pernottare nelle strutture a disposizione dei senza tetto;

LETTO

-Che il nuovo slogan della Giunta per questi interventi è “sbaraccare abusi, costruire diritti” e che il 2014 dovrebbe essere il preludio di un piano legato ad “un grande patto di sussidiarietà”;

-Che a coloro che accetteranno di “abbandonare la strada”, la stessa Amministrazione metterà generosamente  a disposizione uno dei 50 alloggi messi a disposizione  da enti privati per l’inclusione sociale, rimanendoci per un tempo massimo di due anni e nel corso dei quali dare prova di voler cambiare la condizione “frequentando corsi di italiano e dimostrando la volontà di trovare un’occupazione;

CONSTATATO che si evince da quanto sopra un grande e pressante interesse da parte dell’Amministrazione verso gli zingari, atteggiamento che mortifica pesantemente i genovesi ben distanti nei pensieri di questa Giunta;

INTERPELLA IL SINDACO

Per conoscere

-Chi pagherà lo stazionamento delle 7 famiglie nomadi che saranno tenute per due settimane in piazza delle Fontane e a quanto ammonta tale spesa;

-Chi pagherà, invece, il pernottamento nelle altre strutture cittadine ai restanti ed il relativo costo;

– L’alloggio messo a disposizione da enti privati richiederà il versamento di un canone locativo? Se si, a quanto il suo ammontare ed a carico di chi sarà posto;

-Gli allacciamenti delle utenze saranno poste a carico dei locatori o dell’Amministrazione;

-Se nel corso dei due anni (forse) di permanenza, degli zingari in detto alloggio verranno effettuati controlli da parte dei Servizi Sociali Comunali;

-Nel caso gli stessi “locatari” abbandonassero l’alloggio anticipatamente (come si  è peraltro verificato in altre città, tra le quali Milano) lasciandolo pressoché devastato, chi pagherà i danni al medesimo arrecati;

– Chi paga i corsi di italiano agli zingari che servirebbero a dare prova di “inclusione sociale”;

-Sarà semplicemente sufficiente dimostrare volontà di trovare un’occupazione ai nomadi o svolgere effettiva occupazione? Perché ciò fa sorgere una perplessità: se a Genova risulta pressoché impossibile trovare occupazione a giovani e disoccupati locali, come si pensa di trovare occupazione a dei nomadi? Esiste forse un canale preferenziale per tali etnie nell’ambito del nostro Comune?

Inoltre, La invito, signor Sindaco, a documentarsi su quanto è avvenuto a Kosice, città della Slovacchia, dove un sobborgo, Lunik IX,  è stato dato dallo Stato, proprio in virtù di un percorso di integrazione, ai nomadi che sono riusciti a trasformare case, consegnate tutte ammobiliate, in una delle peggiori baraccopoli del mondo, con cumuli di spazzatura-regolarmente gettata dalle finestre- che arriva fino ai primi paini.

Dove le malattie più comuni sono l’epatite, la scabbia, la meningite, la diarrea ed i pidocchi, dove i topi circolano tranquilli in simbiosi con gli zingari stessi ed il livello dei rifiuti ha portato a contaminare molte fonti d’acqua.

IL CAPOGRUPPO

Edoardo Rixi