Interrogazione chiusura pizzeria “San Pietro” quartiere di Prà

Genova, 23/10/13

Prot. n.RS/2013/338

Al Signor Sindaco

Comune di Genova

SEDE

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA

VISTO   che circa due anni fa il Comune aveva intimato al proprietario della Pizzeria “San Pietro”, a Prà, la chiusura contestandogli, a detta del medesimo, di aver occupato un centinaio di metri quadrati più del dovuto, nonostante il medesimo avesse da oltre vent’anni cintato e bonificato l’area mantenendola nell’assoluto decoro e regalando animazione alla zona non certo di centralità visto che si trova lungo il vecchio percorso della ferrovia laterale all’Aurelia;

TENUTO CONTO che il proprietario della suddetta pizzeria pare pagasse 20mila euro di affitto annuale al Comune e, sempre secondo il medesimo, quanto contestato è stata l’occupazione di 668 mq. anziché 544, la piastrellatura di una terrazza e l’allungamento di sei metri del marciapiede per farne rampa di accesso al locale usufruibile dai disabili : ciò è quanto pare abbia determinato la chiusura del locale;

CONSIDERATO che oggi quell’area è praticamente “terra di nessuno”, o meglio, terra di zingari, considerata la presenza ormai da un anno del campo nomadi abusivo in prossimità dell’isola ecologica ed i bivacchi continui dei medesimi nomadi che rendono l’area di certo non frequentabile;

INTERROGA LA S.V.

Per conoscere

– se quanto occorso alla Pizzeria San Pietro che, bene o male, per ben 22 anni ha dato un contributo anche sul piano sociale ed urbano per Prà lo si può considerare un atto ormai irrevocabile;

– se non sia utile applicare oggettivamente quanto da Lei espresso al punto 5.1.7-“Il Commercio e l’Artigianato” del Suo programma elettorale : a fronte della difficile situazione economica è necessaria una politica a forte impatto sul tessuto economico e sociale e per arricchire l’economia  commerciale è necessario “riaprire le saracinesche nelle strade del centro e delle periferie”, nonché “semplificare i numerosi e complessi adempimenti burocratici che gravano sulle piccole attività.

Sostenere chi opera nella legalità, in contrapposizione a chi occupa il mercato senza licenza, senza partita IVA, senza registratore di cassa, senza il rispetto della più elementare normativa igienico-sanitaria” ed a questo punto ridare vita alla Fascia di rispetto di Prà non con la presenza di un campo rom illegale bensì con la ripresa di un’utile attività commerciale.

IL CAPOGRUPPO

Edoardo Rixi