Interrogazione insediamento Rom torrente Torbella

Genova, 23/10/13

Prot. n.RS/2013/340

Al Signor Sindaco

Comune di Genova

SEDE

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA

APPRESO

-Dalla stampa locale che nello spazio adiacente il torrente Torbella, in prossimità del parcheggio FS di Via Pisoni si sono insediati un gruppo di ipotetici rom che hanno peraltro costruito baracche abusive;

-Che al di là dei ripetuti sgomberi, la zona appare di grande loro gradimento, tenuto conto che ritornano regolarmente ed offrendo ai condomini dei palazzi vicini lo spettacolo dei loro bivacchi e ben oltre;

CONSIDERATO che è evidente  l’espansione a livello cittadino di campi nomadi abusivi che continuano a rappresentare per i residenti delle zone interessate non certo una sicurezza e costituiscono fonte di tensioni a livello sociale ed urbano, al di là delle sempre rassicuranti affermazioni al riguardo da parte del preposto Assessore;

TENUTO CONTO che sia per un discorso igienico, che ambientale, visto che risulta che detti rom a Rivarolo, gettano l’inservibile nel torrente e organizzano rumorosi barbecue, abbandonando tutt’attorno spazzatura e rimasugli delle bivaccate;

INTERROGA LA SV

Per conoscere

-Quanti interventi, ad oggi, sono stati effettuati nel tentativo di sgomberare detto campo abusivo;

-Se i rom presenti nel medesimo sono stati censiti e sono già seguiti dai servizi sociali;

-Se le baracche costruite abusivamente possono essere abbattute;

-In considerazione dell’aumento della formazione di campi rom abusivi su molte ormai delegazioni cittadine, quali sono le linee politiche che la Giunta riterrà di adottare per contrastare o, quantomeno, contenere il fenomeno;

-Se non si ritenga di poter organizzare nelle varie delegazioni una serie di incontri con la cittadinanza proprio sul problema dei campi nomadi abusivi, molto sentito dai genovesi, in virtù di quanto da Lei esposto nel Suo programma elettorale quando, nel capitolo 7.1 “Diritti, cittadinanza attiva e partecipazione democratica” afferma : “Crediamo che il terreno della politica, inteso come azione di cittadinanza attiva e quindi accessibile a tutti, debba essere riscoperto, rivisitato e rinnovato. Sentiamo particolarmente l’urgenza di ristabilire un clima di fiducia nei confronti delle Istituzioni. La democrazia partecipativa integra le Istituzioni rappresentative, non le delegittima” ed aggiunge : “La democrazia partecipativa necessita di un insieme di strumenti, regole, metodi e tecniche che si possono così riassumere : costruire, intorno ad un problema collettivo, la ricerca delle sue possibili soluzioni, attraverso luoghi e  momenti di discussione, organizzata secondo regole condivise, inclusiva, entro tempi rigorosamente prestabiliti, sulla base di una informazione e di una documentazione ampia, trasparente e paritaria”.

IL CAPOGRUPPO

Edoardo Rixi