Interrogazione manifestazione 3 Febbraio per ambulanti irregolari

Genova, 15 luglio ’13
Prot. RS/2013/236
 
Al Signor Sindaco
Comune di Genova
SEDE

 

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA

PREMESSO

-che in base all’art. 437 del codice penale, l’esercizio di commercio abusivo di prodotti contraffatti è considerato un reato;

-Che l’attività di commercio senza licenza regolare è, invece, sanzionato in base all’art. 29 del Decreto Legislativo 114/98;

CONSIDERATO che la manifestazione svoltasi nella giornata del 9/7 u.s. a Genova, organizzata dall’Associazione “3 febbraio” ha invece levato alta la voce degli ambulanti illegali chiedendo “basta con la repressione” e di permettere loro di “poter vivere e lavorare con dignità, senza sopportare continue aggressioni, blitz all’alba nelle case”;

EVIDENZIATO che ancora una volta la dimostrazione è che ai “nuovi italiani” questo governo della città “dei diritti e della legalità” persevera nel non renderli rispettosi delle leggi italiane e del codice penale, mentre la popolazione “autoctona” è tenuta a rispettarle previe sanzioni in ottemperanza delle stesse;

SOTTOLINEATO che il commercio abusivo rappresenta comunque la catena finale di reti malavitose ed è un cancro per l’economia locale nonché nazionale in quanto palese concorrenza sleale alla nostra economia, ai nostri imprenditori e artigiani duramente colpiti dalla crisi;

INTERROGA LA S.V.

Per conoscere

-Se non ritiene che, trattando il fenomeno dell’abusivismo commerciale, che è un reato per la legge italiana, l’Associazione “3 febbraio” con le sue manifestazioni ed il suo sostegno al fenomeno, commette apologia di reato;

-Se l’ipotesi prospettata dalla medesima Associazione di destinare la passerella della Darsena alla vendita ambulante di oggetti artigianali sia condivisa dall’Amministrazione e, soprattutto, se le condizioni commerciali, fiscali e burocratiche siano come per tutti gli altri ambulanti;

-Se è accettabile la dichiarazione che a Genova tali ambulanti abusivi si sono “triplicati in pochi mesi a causa della crisi e sono vittime di politiche repressive”: la crisi è per tutti e lo è ancor più per negozianti e ambulanti regolari sommersi da tasse, da continui controlli INPS, Ispettorato del Lavoro, ASL che stanno disperatamente cercando di “fare cassa” colpendo proprio chi onestamente cerca di lavorare, anche se ormai è quotidiana la scelta di molti commercianti genovesi di cessare definitivamente la propria attività, peraltro spesso anche “storica”;

-A tal proposito, per quanto tempo la politica della Sua Giunta intende vertere sul chiedere solo alla popolazione genovese e regolare il rispetto di leggi e regole e non estendere il principio a chiunque vive e “lavora” a Genova : anche questo potrebbe rappresentare un buon principio per l’integrazione tanto enunciata nel Suo cartello elettorale.

IL CAPOGRUPPO

Edoardo Rixi