Intervista Assessore Stefano Mai ‘Voglio riportare i liguri a mangiar frutta dagli alberi’.

Il responsabile dell’Agricoltura dice di sé:’Ho cominciato dal basso’ ma a 45 anni ha già una lunga carriera di amministratore pubblico.

«Tra i ricordi più belli della mia infanzia dell’estate a zuccarello, c’è quello di un giovane ma già famoso Gualtiero Marchesi che, arrivando nel ristorante del paese, chiamava mia nonna perché gli portasse un pomodoro dell’orto.., lui lo tagliava a metà e se lo gustava co – sì, scondito e succoso, appena culto dalla pianta. Ecco: io vorrei che l’entroterra potesse rivivere momenti come questi, invece dell’abbandono di oggi. Vorrei riportare i liguri a mangiare la frutta come facevo io, cogliendola dall’albero» Stefano Mai, 45 anni neo eletto Assessore all’Agricoltura della Liguria, la campagna la conosce bene. «Invece i liguri l’hanno un pò lasciata, colpa della burocrazia, eccessiva, e della mancanza di investimenti, essenziali».
Riportare abitanti nelle zone dell’entroterra… un progetto ambizioso. «Vorrei ridare anche a queste zone le giuste opportunità. Ci sono molti fondi europei, parliamo di 300 milioni di euro legati al Piano di sviluppo rurale per il periodo 2014-2020, ma siamo già in ritardo almeno di un anno nel presentare i progetti. Sono soldi bloccati dalla burocrazia a Bruxelles che vorrei sbloccare».
Con quali tempi? «Spero che la pratica ritorni in Regione entro agosto e si possano fare i primi bandi a settembre o a novembre al massimo,>. Per quali iniziative possono essere utilizzati?
«Sono risorse importanti che possono essere usate per realizzare impianti nuovi, di serre,irrigazioni per ricostruire muretti a secco, per rinnovare la dotazione di strumenti… insomma una grossa opportunità».
Sembra la persona giusta al posto giusto. Anche se molti liguri non la conoscono ancora, lei ha una certa esperienza di amministratore della cosa pubblica.
«Sono stato consigliere e assessore nel mio Comune e ho fatto due mandati da sindaco di Zuccarello, che si sono conclusi proprio in concomitanza con le elezioni regionali. Inoltre sono stato capogruppo della Lega in Provincia di Savona. Credo di aver masticato qualcosa a livello politico per amministrare ora territori più vasti. Comunque fino a poco tempo fa lavoravo in Autogrill… sono uno che ha fatto molte cose e ho cominciato dal basso».
E ora ha molte deleghe legate all’ambiente. Quali sono i problemi più urgenti da affrontare oltre a quelli che ha già citato?
«C’è una reale emergenza legata agli ungulati, cinghiali, ma anche daini e caprioli, diventati talmente numero si da diventare un problema clic non si può rimandare)>.
Non basta la caccia selettiva? «Assolutamente no, ormai in Liguria c’è anche il problema dei branchi di lupi che stanno varcando il confine dalla Francia e fanno scorribande tra gli allevamenti di pecore e cavalli nella zona di Ventimiglia, ma faranno presto ad arrivare anche da noi. In Trentino hanno il problema degli orsi e se ne parla molto, anche se si tratta di un numero limitato di esemplari, qui abbiamo branchi di decine e decine di animali: per esempio i daini possono arrivare a gruppi di novanta esemplari. E si tratta di pericoli reali anche per chi viaggia in auto o in moto nelle strade interne. Questi animali non conoscono i segnali stradali».
Cosa pensa di fare?
«Ho già parlato con il ministro a Roma per cominciare un’azione comune. Credo che non si debba procedere con misure diverse tra regione e regione, ma sia necessario un piano comune, che non possa essere oggetto di interpretazione e di ricorsi vari che bloccano tutto».
Non teme la reazione di ambientaliste animalisti in caso di interventi drastici? «Sono stato e sarò sempre disponibile al confronto, ma di certo il mio prioritario interesse è risolvere i problemi e dare soluzioni, facendo sì che le persone possano lavorare più serenamente e non temere che un evento atmosferico o l’attacco di un branco di animali selvatici possa compromettere mesi di fatica».
L’entroterra è solo opportunità di lavoro o anche di turismo?
«L’uno e l’altro. Credo che si possa creare un circuito virtuoso per far lavorare chi vive nell’entroterra portando anche nuovi turisti a visitare fattorie e orti didattici. Si tratta di ricchezze che abbiamo e che dobbiamo rivalutare. Ma servono gli interventi legislativi giusti e per questo motivo ascolterò anche le varie associazioni di categoria e valuterò le proposte che mi verranno presentate».

Tratto da ‘Il Giornale 26-07-15’