La Lega da sola è più forte

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Roberto Maroni segna la strada verso le elezioni: «Puntiamo a essere il primo partito del Nord»

«Monti go home, anzi falli-Monti go home». Prima il Nord e per il Nord, in questa drammatica fase di crisi sempre più acuta, la priorità politica resta quella di mandare a casa subito, senza perdere tempo, il Governo dei professori-pasticcioni che tanto male sta facendo alla parte più produttiva del Paese.

È questo il messaggio, chiarissimo, che il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, manda ai burocrati e ai tecnici rinchiusi a Palazzo Chigi: andate a casa, prima che sia troppo tardi.

«D’ora in avanti lo chiameremo governo del professor Falli-Monti, visto che non c’è un dato economico che risulti positivo. Crescita, occupazione, tasse: l’operato del governo tecnico è fallimentare su tutti i fronti. Falli-Monti go home», auspica il leader della Lega Nord che nell’ultimo fine settimana, nonostante l’inclemenza di Giove Pluvio e la pioggia torrenziale, ha girato in lungo e in largo per il Nord, dal Veneto alla bergamasca fino alla Liguria, incontrando migliaia di cittadini, raccogliendo le loro richieste e confrontandosi sui temi concreti.

Ultima tappa del tour di questo fine settimana Chiavari, dove Maroni ha rilanciato l’avviso di sfratto per l’Esecutivo: «C’è da rimpiangere il governo Berlusconi, soprattutto per quanto riguarda la gestione della crisi economica. Peggio di così credo che sia difficile. Ci sono i dati a dirlo, dalla disoccupazione all’aumento del debito, l’aumento della pressione fiscale e l’inflazione. Quindi, Monti ha fallito, il professor Falli-Monti prima va a casa e meglio è».

Un messaggio rivolto al premier, ma anche ai partiti che si ostinano a sostenerlo e sono corresponsabili politicamente del disastro compiuto in questi ultimi mesi: «Sarebbe una cosa innaturale fare accordi con chi sostiene il Governo Monti, sul quale noi della Lega abbiamo dato un giudizio negativo». Chi ha orecchie per intendere…

E comunque la Lega, e Maroni lo ribadisce ancora una volta, non cerca “compagnia” ed è intenzionata a proseguire da sola nel suo percorso di crescita, mirato a farla diventare la forza politica egemone del Nord: «Voglio aprire un dibattito con chi rappresenta la produttività nel Nord, e non con i politici, ma con le persone che rappresentano il mondo delle imprese. Voglio arrivare alle elezioni con una Lega forte. Non ci preoccupa andare da soli. Anche perché tutte le volte che la Lega si è presentata da sola ha preso molti più voti. Il nostro obiettivo è fare della Lega il primo partito in tutte le regioni del Nord. In questo momento per noi non ha senso parlare di alleanze».

Infine una risposta ai cronisti su un tema di strettissima attualità politica, quello delle presunte intercettazioni tra Giorgio Napolitano e Nicola Mancino sulla presenta trattativa tra lo Stato e la mafia.

«Il presidente della Repubblica farebbe bene a dire tutto quello che sa e a rendere noti i contenuti di quelle telefonate. Sulla questione se ci sia stata o meno una trattativa tra Stato e mafia bisogna eliminare le zone d’ombra. Chiunque sia in qualche modo coinvolto deve contribuire, fosse anche il presidente della Repubblica.

Io – ha concluso il segretario leghista nel corso del suo incontro a Chiavari – pretendo di sapere se questa trattativa ci sia stata, e non c’è privacy che tenga».

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