La Lega: “patto tra le regioni per battere la crisi”

UN PATTO di ferro stretto tra le grandi Regioni del Nord, «al di là delle ideologie e dei colori politici», in nome del cambiamento, delle riforme istituzionali e del rilancio economico del Paese. È la proposta che Sonia Viale e Francesco Bruzzone, segretario e presidente della Lega Nord Liguria, rivolgono al governatore Pd Claudio Burlando e alla maggioranza che lo sostiene «per scuotere l’immobilismo di Roma». La ricetta anti-crisi del Carroccio, che dovrebbe essere condivisa dalla «macro Regione del Nord», è contenuta in una mozione, presentata ieri ( venerdì 19-04 per chi legge) in via Fieschi, che porta la firma dei consiglieri regionali Maurizio Torterolo, Edoardo Rixi e del capogruppo Bruzzone. «Il documento sarà discusso in consiglio regionale in occasione del dibattito sugli interventi per lo sviluppo frutto della convention organizzata da Burlando al Ducale», dice Bruzzone :«Mi auguro che la maggioranza non alzi steccati e recepisca le nostre proposte per il bene della nostra Regione e del Paese ». Sull’emergenza economica – è il senso politico dell’iniziativa – la Lega non vuole lasciare il pallino nelle mani di Burlando. E mette sul tavolo una serie di azioni «per il cambiamento» che il presidente della Regione dovrebbe sostenere in sede nazionale «assieme ai colleghi di Lombardia, Veneto Piemonte, Friuli ed Emilia». Dalla revisione del patto di stabilità, in senso meno restrittivo, al federalismo fiscale, dalla riduzione del numero dei parlamentari alla soppressione dei senatori a vita all’istituzione del Senato delle Regioni. Nella mozione si parla, ancora, di sconti sull’Irap, incentivi alle imprese, pagamento dei debiti alla pubblica amministrazione, rafforzamento del credito alle piccole e medie aziende, finanziamento degli ammortizzatori sociali e investimenti nella ricerca. Tutti temi su cui, secondo la Lega, le «Regioni del Nord devono fare massa critica». «Ormai – dice Viale -è chiaro a tutti che Roma è contro il cambiamento. Basta guardare che fine hanno fatto la devoluzione e il federalismo fiscale. Le forze che dovrebbero aver vinto le elezioni sono più attente a ciò che crea unione al loro interno piuttosto che a ciò che unisce il Paese, e lo dice una leghista…». Da soli – è il ragionamento – non si va da nessuna parte.«Solamente se si uniscono, le Regioni del Nord,possono avere la forza contrattuale».