L’Assessore Viale insiste sul centro di identificazione ed espulsione

Viale allo scoperto: «Il Cie a Genova» La vicepresidente della Regione: nelle carte del ministero indicati i posti

SUL CIE la Regione non demorde. E per la prima volta l’assessore all’immigrazione e alla sicurezza Sonia Viale indica chiaramente dove andrebbe collocato, secondo l’amministrazione,il centro di identificazione ed espulsione in Liguria. «Noi abbiamo manifestato il nostro atteggiamento favorevole alla soluzione del Cie per tenere sotto controllo immigranti irregolari, la proposta spetta al Ministero dell’ Interno ma non ci saranno decisioni calate dall’alto come ora. Ci aspettiamo che il Comune di Genova collabori nell’individuare un’area vicina all’aeroporto e al casello autostradale: noi lo studio l’avevamo fatto e nelle carte del Ministero ci sono i luoghi e ci sono i progetti, per cui non devono fare fatica».Viale lo dice sollecitata e punta sul vivodall’interrogazione di Raffaella Paita, capogruppo del Pd, in consiglio regionale. Prima di ieri la vice presidente della Regione si era limitata a suggerire la vicinanza all’aeroporto come criterio per la collocazione del Centro di identificazione ed espulsione. Ora l’eventuale collocazione è più chiara e ieri in consiglio regionale c’era chi suggeriva la destinazione di una porzione delle aree ex Ilva. Ma il ragionamento rimane nel campo dell’ipotetico, dal momento che il Ministero dell’Interno non ha avanzato alcuna richiesta di costruzione di un Cie in Liguria. Senza contare che il sindaco di Genova Marco Doria aveva manifestato già qualche settimana fa la propria contrarietà al centro di espulsione: «Non è una soluzione rispettosa dei diritti»,
aveva detto il primo cittadino. Qualche giorno dopo, però, Anci Liguria (di cui Doria è presidente) aveva aperto alla possibilità del Cie ma solo come complemento di un “hub” regionale per la prima accoglienza dei migranti. La sensazione è che se ne riparlerà a settembre: se gli sbarchi in Sicilia e Calabria dal Nord Africa continueranno con lo stesso ritmo, però, il ricorso a una delle due soluzioni (centro di prima accoglienza o centro di identificazione ed espulsione) appare inevitabile dal momento che non sarà possibile stipare i profughi nella Fiera di Genova prima di smistarli nei vari comuni. Duro lo scambio di battute tra Paita e Viale, ieri in consiglio regionale.«Sapete solo fare proclami in campagna elettorale e lasciare soli i sindaci», ha accusato la capogruppo Pd, «Con il vostro buonismo avete generato questa situazione e ora il governo si rifiuta di gestirla »,ha replicato la vicepresidente.
Tratto da ‘Il Secolo XIX 06-08-15’