Lavoro: in Regione si parla di inclusione degli ultra cinquantenni e carriere discontinue

Lavoro: in Regione si parla di inclusione degli ultra cinquantenni e carriere discontinue

Oggi in consiglio regionale sono stati presentati diversi documenti riguardanti alcune criticità del mondo del lavoro
IVG.IT  02 agosto 2016

Regione. Il consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno di Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) e sottoscritto da tutto il gruppo, che impegna la giunta a definire parametri per l’inclusione del maggior numero di disoccupati ultra cinquantenni in eventuali e auspicabili future operazioni “che nel programma ‘cantieri scuola e lavoro’ possano garantire l’adesione anche a coloro ai quali residuano, ai fini contributivi, mensilità superiori a 24 mesi per il raggiungimento dell’età pensionabile”.

Un tema, quello toccato dal consigliere pentastellato Andrea Melis, che tocca da vicino un bacino potenziale di oltre un migliaio di cittadini liguri alle prese con una delle fasi più delicate della vita e della carriera.

Il documento chiede, inoltre, alla giunta di indirizzare parte delle risorse della delibera 127 del 2016 (che ha predisposto finanziamenti ad hoc) per il sostentamento dei lavoratori ultracinquantenni che, per ragioni non imputabili a loro, abbiano perso il lavoro e non abbiano la possibilità di vivere con dignità e decoro fino alla pensione.

Ancora capogruppo del Movimento 5 Stelle Fabio Tosi ha presentato un ordine del giorno (approvato all’unanimità) che chiede alla giunta di attivarsi, anche attraverso la conferenza Stato-Regioni, per tutelare i lavoratori con carriere discontinue, eliminando gli oneri della riunificazione delle contribuzioni sparse in più gestioni obbligatorie.

“Dal primo luglio 2010, come stabilito dalla legge numero 122 del 30 luglio 2010, tutte le domande di ricongiunzione prevedono il pagamento di un onere a carico del richiedente anche per il trasferimento nel fondo pensioni lavoratori dipendenti dei periodi contributivi maturati in ordinamenti pensionistici ‘alternativi’ (come ad esempio Inpdap, Fondi speciali Ferrovie, Volo, elettrici, telefonici), con un meccanismo di calcolo che comporta che, più ampia è la fetta del sistema retributivo da trasferire e più avanti nel tempo si chiede la ricongiunzione, maggiori sono gli oneri da sostenere”.

È la prima volta in assoluto in Italia che il tema approda in un consiglio regionale, grazie ad una mozione del MoVimento 5 Stelle, approvata all’unanimità, per fermare quello che il portavoce Fabio Tosi definisce “uno scempio tutto italiano”.

“Oggi migliaia di lavoratori discontinui di tutta Italia si ritrovano a dover versare fino a 40-50mila euro per ottenere il ricongiungimento contributivo – spiega Tosi – Una sorta di penale iniqua e salatissima che, a 65-68 anni, rischiano di non vedere più tornare indietro, senza contare gli infiniti disservizi burocratici e amministrativi. Con questo voto si va nella direzione giusta, ma è solo un primo passo verso l’equità sociale e dei diritti”.

L’assessore al personale Gianni Berrino ha espresso parere favorevole alla mozione.

Sempre in tema di lavoro, il consiglio ha approvato un ordine del giorno di Franco Senarega (Lega Nord) sottoscritto da tutto il gruppo, che impegna la giunta “ad aprire un confronto fra la Regione e le parti sociali, affinché vengano trovate delle soluzioni ai problemi lavorativi di tutti coloro (over 40 e over 50) che sono considerati troppo giovani per andare in pensione e troppo anziani per il reinserimento nel mondo del lavoro”.