Lavoro, Tigullio ancora lontano dalla ripresa – Fincantieri: timori per la Meccanica

SESTRI LEVANTE. «Il premier dice di vedere ormai la luce in fondo al tunnel della crisi. Sarà, ma io purtroppo non scorgo alcuno spiraglio». Bastano le parole del segretario regionale della Fim Cisl, Tiziano Roncone, per intuire che sul fronte occupazione, attività produttive, commercio le prospettive restano buie e il tempo dell’ottimismo è ancora lontano. Al tema, la segreteria della Lega Nord di Sestri Levante ha dedicato l’incontro di venerdì sera al teatro della Lavagnina, a cui hanno partecipato, oltre a Roncone, anche i segretari territoriali di Uim, Mauro Rinotti, e Fiom, Sergio Ghio, il presidente dell’associazione Industriali del Tigullio Franca Garbarino, il consigliere regionale Edoardo Rixi, il segretario nazionale della Lega Nord Liguria, Sonia Viale, e il presidente dell’Ascom di Sestri Levante Ermes Paterlini. Schierati sul palco, hanno descritto, ciascuno per le proprie competenze e punti di vista, il panorama sul Tigullio e, allargando un pò l’inquadratura, sulla regione. Regione che, secondo Rixi, ha attraversato in questi ultimi otto mesi «una crisi senza precedenti», in cui nessun settore produttivo è stato risparmiato. «Per la prima volta -afferma – in Liguria ci sono meno imprese rispetto all’anno precedente. Significa che le chiusure sono più delle nuove attività e, quindi, i posti di lavoro diminuiscono. La disoccupazione giovanile ha registrato un aumento esponenziale e si attesa intorno al 36 per cento». Questo è il quadro. E l’ingrandimento sul comprensorio del Tigullio non offre uno scenario migliore. Risultati positivi arrivano dall’Arinox di Riva Trigoso: investimenti ingenti, produzione in aumento e sempre di alto profilo, la promessa di qualche posto di lavoro in più. «Anche dello stabilimento Fincantieri dobbiamo dirci soddisfatti -afferma Ghio -visto che l’anno scorso era ormai scontata la sua chiusura. Nel 2013 però si esauriranno i carichi di lavoro, è probabile che per il comparto della meccanica arriverà la cassa integrazione nelle prossime settimane perché il mercato delle turbine è fermo. Dobbiamo ricominciare a preoccuparci’». La linea dei sindacati è ricordare al governo la costruzione delle ultime quattro Fremm per la Marina militare italiana, superando i veti della politica («Alcuni partiti dicono che non bisogna investire in quel settore» afferma Roncone). «La politica deve tornare ad occuparsi dei problemi della gente – chiosa Mauro Rinotti, segretario territoriale Uilm – e anche il sindacato deve mettersi in discussione, deve ricostruirsi, se vuole aiutare la ripresa». Nessuno sul palco ha la ricetta per guarire la crisi. Le proposte avanzate sono quelle generiche – detassazione alle imprese che reinvestono nella propria attività, maggiore apertura al credito e fondi statali di garanzia, rimessa in moto delle opere pubbliche – desiderate per aumentare la competitività delle aziende italiane. A quelle si aggiunge la collaborazione tra il tessuto produttivo e gli enti locali, come nel caso Lames.

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