Maroni: “Qui sono iniziati i guai, qui ripartiamo”

Chiavari per ripartire. Qui la Lega prese il primo consigliere comunale, appunto Balocchi. Fu sempre Chiavari a eleggere nel 1993 uno dei primi sindaci targati Carroccio, Vittorio Agostino, il Faraone che ha dominato la città per vent’anni. I maroniani hanno chiuso anche con gli Agostino, il padre e il figlio Alessandro: «Prima era un’industria, ora facciamo politica» taglia corto il commissario cittadino Vittorio Mazza.

Ed è sul nuovo tribunale di Chiavari (è costato 14 milioni ma verrà cancellato dalla spending review,) che “Bobo” invia un sms agli ex alleati del Pdl: «Se votate la mozione di sfiducia contro il ministro Severino che presentiamo in Senato giovedì, si ritira il provvedimento e resta il Tribunale. E di alleanze si può riparlare». Poi si rivolge alla platea di alcune centinaia di militanti che lo ascoltano a palazzo Rocca: un bel numero dicono a Chiavari, ma niente cori, quattro o cinque applausi convinti. Chiede dunque: «Ma possiamo allearci con chi appoggia il governo Monti, anzi “Falli-Monti”? ». “Noo” risponde l’uditorio che si infervora quando sente parlare di referendum sull’euro, di doppia moneta: l’euro per la macro-regione del Nord (che si ferma alla Toscana e all’Emilia) e un’altra moneta per il resto d’Italia.

Una chicca, a proposito di Monti: «Mi chiamò mentre stava formando il governo e mi chiese se volevo far parte del governo restando agli Interni. Risposi di no». A Napolitano manda a dire: «Dica quello che sa sulla trattativa Stato-mafia, non c’è privacy che tenga». Già il dibattito. Un’altra novità. Ai giornalisti Bossi mostrava il dito medio, ora Maroni si fa intervistare, come dice la segretaria ligure Sonia Viale (che incarna in pieno la linea maroniana dell’impegno sul territorio), «da tutte le testate, non solo da quelle amiche».

L’ex Capo conosceva solo la parola comizio ed è lì che vellicava la pancia padana, “sparando” proiettili come la “secessione”, i “milioni di fucili pronti alla rivoluzione” e via insultando. L’ex eterno delfino apre al dialogo con l’Unione industriale del Tigullio, gli operatori turistici e portuali.«Un antipasto degli stati generali che si terranno al Lingotto alla fine di settembre» precisa Viale. E così: “no”alla vendita dei gioielli genovesi di Finmeccanica: «Una follia, bisogna sostenere le industrie ».

E infine il referendum consultivo sull’euro: giovedì sarà presentata in Cassazione la proposta di legge, poi partirà la raccolta delle firme: «Voglio chiedere al popolo se è d’accordo con questo euro che ci ha stravolto la vita».

Finisce il dibattito, il popolo leghista lo circonda: lui sorride e abbraccia due anziane militanti. Com’è lontano il Cerchio Magico e il suo “cordone” che nascondeva l’Umberto.

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