Migranti in Liguria, Viale: ‘Doria segua l’esempio dei sindaci che dicono no’

«Questo è proprio quello che non si deve fare» Sonia Viale,consigliere regionale della Lega Nord designata alla vicepresidenza della Regione, ieri rnattina a rnargine del sopralluogo esterno alla struttura di via Caffaro che da una settimana ospita un centinaio di immigrati. Intanto con gli arrivi di ieri siamo arrivati a quota 450 nuovi stranieri giunti in Liguria in meno di una settimana. Il ritmo con il quale il Ministero smista i profughi in Liguria è in media di 80 al giorno. Una situazione che rischia di diventare esplosiva, soprattutto per la carenza di strutture dove sistemare queste persone. Il caso di Via Caffaro è emblematico,infatti si tratta di una via signorile, poco agevole dal punto di vista viario, dove la presenza di un centro di accoglienza crea malumori tra i proprietari degli appartamenti, timorosi che la quotazione delle loro case scenda a precipizio se la casa di accoglienza diventasse permanente. Dall’altra parte va anche segnalata la mobilitazione spontanea di altre persone che abitano in zona e che si sono date da fare per procurare abiti e altri generi di prima necessità. La situazione è comunque seguita con apprensione dalla Regione, da dove il presidente Giovanni Toti continua a chiedere al Governo interventi seri in materia di immigrazione. «la situazione di via Caffaro è l’esempio di ciò che non deve accadere: accogliere sedicenti profughi, che, come ha dichiarato lo stesso capo della Polizia Pansa, in prevalenza si rivelano poi clandestini e rifiutano l’identificazione, va contro ogni buona regola di convivenza civile. Il presidente Toti si è schierato per il no all’accoglienza in discriminata». «Lunedì— ha continuato Sonia Viale – ho lanciato l’invito ai sindaci liguri di seguire l’esempio del primo cittadino di Prelà, in provincia di Imperia, che qualche mese fa ha emesso un’ordinanza di “divieto di dimora, anche occasionale, di persone provenienti da paesi dall’area africana o asiatica se non in previo possesso di regolare certificato sanitario attestante la negatività da malattie infettive e trasmissibili”. Subito l’invito è stato accolto dal sindaco di Alassio e so che molti altri sindaci del savonese stanno facendo lo stesso a Zuccarello, Ortovero, Vendone, Erli e Garlenda. Ricordo che il sindaco è la massima autorità sul proprio territorio e ha il preciso diritto-dovere di intervenire, in modo democratico, per fare rispettare le regole e tutelare la salute pubblica. Invito pertanto anche il sindaco da di Genova Doria a seguire l’ esempio dei suoi colleghi che stanno agendo con buonsenso». Viale ha poi annunciato i prossimi passi che la nuova giunta ha intenzione di fare sul tema dell’accoglienza degli immigrati in Liguria. «Già in campagna elettorale siamo stati chiari e abbiamo detto no all’apertura di centri di accoglienza negli hotel, cosa che siamo riusciti a evitare sventando il rischio di ulteriori danni alla stagione turistica della nostra regione – ha detto Viale ora faremo sentire la nostra voce nei tavoli istituzionali competenti a partire dalla Conferenza Stato Regioni. A oggi sono i prefetti a imporre l’accoglienza sul territorio eseguendo ordini del ministero degli interno. Se troveremo, come sta già accadendo, alleanza tra i sindaci e Regione e tra la nostra Regione e altre come già succede con Lombardia e Veneto riusciremo ad arginare questa marea di immigrazione clandestina. Bloccare gli sbarchi si può: il governatore Maroni, quando è stato ministro degli In- temi, lo aveva fatto con successo». Secondo il consigliere regionale Edoardo Rixi (Lega Nord) che ha effettuato un sopralluogo insieme alcun consigliere comunale Forza Italia Stefano Balleari, la situazione immigrazione è tanto grave quanto mal gestita, visto che «intollerabile che gli immigrati siano stati ospitati in un palazzo di una via residenziale del centro cittadino, dove le preoccupazioni dei residenti sono già molte. Da diversi giorni, a detta di alcuni residenti si stanno verificando f urti in appartamenti della zona: non è certo imputabile a immigranti, ma per i cittadini rimane di certo un’ulteriore preoccupazione». Alcuni cittadini hanno chiesto spiegazioni in Prefettura del bliz, male risposte non sono state soddisfacenti «A questo punto, visto che spazi per l’accoglienza non ve ne sono più dice Rixi e la situazione rischia di diventare troppo rischiosa sul piano sociale ed urbano, oltre che sanitario, chiediamo che anche da parte del Sindaco Doria vi sia una presa diposizione ferma come quella adottata dal suo collega di Alassio, Canepa, varando un’ordinanza che vieta l’insediamento sul territorio comunale di cittadini irregolari provenienti dal nord Africa» Ma la reazione ferma del sindaco di Alassio, sostenuta dalla Regione, non piace al Pd, in particolare a Raffaella Paita che non ha esitato a parlare di «una forma di discriminazione inaccettabile in un paese democratico. La legittima tutela della salute dei cittadini non ha nulla a che fare con allarmistici proclami in cui lo spettro di malattie disparate come ebola, Hiv, Tbc, scabbia viene agitato al solo scopo di impedire l’accesso al Comune a una precisa tipologia di persone. Ed è ancora più grave che il presidente Toti abbia condiviso questa ordinanza». Tuttavia altre forze politiche sostengono la politica di controllo dell’immigrazione. Come Alternativa Tricolore, che in una nota dice di «non poter più tollerare la politica sbagliata del Governo Renzi e del Ministro degli Interni Angelino Alfano che non sta facendo assolutamente nulla per contrastare ed arginare questa situazione di emergenza».
Tratto da ‘Il Giornale 04-07-15’