Nuovo ospedale: intesa sindaci-Regione. Opera forse privata, ma gestione pubblica

Secolo XIX Imperia di martedì 12 febbraio 2019
di Donzella Claudio

CONFERENZA ASL A SANREMO Nuovo ospedale: intesa sindaci-Regione Opera forse privata, ma gestione pubblica L’assessore Viale: «La mia priorità è però utilizzare risorse pubbliche, partendo dai 108 milioni previsti per la Liguria» Claudio Donzella /SANREMO L’ospedale unico (o “nuovo”, come si preferisce chiamarlo) nella piana di Taggia va realizzato, tutti i sindaci della Riviera e la Regione su questo concordano. Sul come e quando, invece, non ci sono ancora certezze: la giunta Toti e in particolare la vicepresidente e assessore Sonia Viale guardano con speranza ai nuovi fondi stanziati dal governo per l’edilizia sanitaria, che però al momento non sono certo sufficienti. Per cui resta forte, e forse più praticabile, l’opzione B: affidarne la costruzione, ma non la gestione, a un soggetto privato, da pagare poi a rate anche attraverso la cessione e valorizzazione degli attuali complessi ospedalieri di Sanremo e Imperia. E’ questo lo scenario emerso dalla Conferenza allargata dei sindaci dell’Asl, presieduta dal sanremese Alberto Biancheri, che si è riunita ieri a Palazzo Bellevue, incontrandosi con la stessa Viale, accompagnata dai tecnici della Regione e di Alisa (l’Agenzia sanitaria ligure) e con i vertici dell’As1 1 imperiese a cominciare dal presidente Marco Damonte Prioli. Sindaci o loro delegati si sono trovati d’accordo, e lo hanno sancito con un voto unanime, nell’affermare che l’ospedale nuovo è un obiettivo obbligato per consentire alla sanità del Ponente di fare un salto di qualità nell’interesse dei cittadini. Mentre il primo cittadino di Taggia Mario Conio ha comunicato la disponibilità a inserire nel piano regolatore la collocazione (condivisa dalla Regione) del complesso ospedaliero nella zona subito a nord del Parco commerciale e della stazione ferroviaria. Sottolinea l’assessore Viale: «Sono molto soddisfatta del voto della Conferenza. Non si torna più indietro. L’obiettivo è realizzare una struttura d’eccellenza, baricentrica in provincia, con un Dea di primo livello per dare risposte a tutte le patologie urgenti che richiedono tempi brevissimi, affiancato da una rete di primo intervento su tutto il territorio, con le auto mediche, per stabilizzare il paziente, e rafforzato dall’eliporto di Albenga. L’ospedale nuovo concentrerà reparti e personale oggi divisi in due presidi, come quelli di Imperia e Sanremo, che presentano doppioni e che costituiscono un modello non più sostenibile. Concentrare le risorse significherà dare ai cittadini prestazioni di alta qualità e in tempi più rapidi. Ora si tratta di avviare il percorso amministrativo». Alisa costituirà dunque una commissione «che in quattro mesi dovrà presentare uno studio di fattibilità e un’analisi economica, per poi predispone il capitolato d’appalto e la gara, e arrivare all’affidamento dei lavori, la cui durata è ipotizzabile in cinque anni». Insomma, il traguardo potrebbe in teoria essere raggiunto attorno al 2025-2026. Sul finanziamento, Viale spiega che «il mio obiettivo, la priorità, è utilizzare risorse pubbliche. In base all’aumento dei fondi per l’edilizia sanitaria deciso dal governo, alla Liguria dovrebbero arrivare 108 milioni». Ma l’ospedale nuovo ne potrebbe costare circa 200, ed è per questo che c’è il piano B, una sorta di “leasing in costruendo”, cioè l’individuazione di un co 1. L’area, a nord del Parco commerciale di Taggia, dove si vuole costruire l’ospedale 2. Prioll, Blanched e Viale 3. II presidio dl Imperia PECORARO