O.d.G. applicazione legge Bossi-Fini

 

Genova,  19 novembre 2013

Prot. N.  646/ac

  Al Signor Presidente del Consiglio regionale della Liguria
Sede

ORDINE DEL GIORNO

I sottoscritti Consiglieri regionali

PREMESSO CHE:

-come si apprende da notizie di stampa, alcuni esponenti dell’attuale Governo nonché esponenti politici locali avanzano a più riprese proposte, non meglio specificate, di revisione e/o abrogazione della c.d. legge Bossi-Fini, in quanto, a loro dire, normativa inefficace e contraria al diritto di asilo, ed altresì, invece, auspicano l’adozione di una nuova legislazione in materia di asilo in conformità a quella europea;

CONSIDERATO CHE :

-l’Italia ha già recepito le direttive comunitarie in materia di diritto di asilo, tanto che nel nostro ordinamento sono già previste le due forme di protezione internazionale, ossia la protezione sussidiaria e lo status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951, e che, pertanto, si è già da tempo adeguata a quelle che sono le normative stabilite in sede comunitaria;

-il reato di immigrazione clandestina è stato introdotto nel 2009 con la legge 94/2009, c.d. Pacchetto Sicurezza, che ha modificato il Testo Unico delle disposizioni circa la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (Decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, detta oggi legge Bossi-Fini) introducendo l’articolo 10 bis;

-dopo l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, ossia nell’anno 2010, gli sbarchi sono diminuiti dell’88% e si sono così salvate numerose vite umane ed evitato tragedie come quella recente di Lampedusa;

–  il reato di immigrazione clandestina è stato dichiarato legittimo anche dalla nostra Corte Costituzionale (sent. 250/2010) in quanto la regolamentazione dell’ingresso e del soggiorno degli stranieri nel territorio dello Stato è “collegata alla ponderazione di svariati interessi pubblici, quali, ad esempio, la sicurezza e la sanità pubblica, l’ordine pubblico”  (sent. N. 148/2008, n. 206/2006 e n. 62/1994 Corte Cost.);

RITENUTO CHE :

– la  c.d. legge Bossi-Fini, dunque, non disciplina il diritto di asilo ma in materia prevede solo una ulteriore forma di protezione, c.d. umanitaria, che si aggiunge alle due internazionali già esistenti nel nostro ordinamento;

-confondere la disciplina del diritto di asilo con quella di contrasto all’immigrazione clandestina rappresenta una posizione puramente ideologica, errata e per nulla corrispondente anche al dettato normativo;

-la stessa Comunità Europea distingue le due materie e le disciplina, infatti, con direttive diverse, tra le quali vi è quella c.d. Rimpatri (n. 115/2008) la quale prevee all’articolo 15 e 16, il “trattenimento” “in appositi centri di permanenza temporanea” “per il tempo necessario all’espletamento diligente delle modalità di rimpatrio” ed impone agli stati membri l’adozione di “norme chiare, trasparenti ed eque per definire una politica di rimpatrio efficace quale elemento necessario di una politica d’immigrazione correttamente gestita”

-la legge c.d. Boss-Fini non va cancellata o abrogata, bensì applicata in maniera rigorosa ed effettiva, non solo per evitare tragedie in mare ma anche per fermare i c.d. trafficanti che vedono invece nell’apertura dei c.d. corridoi umanitari un mercato ancora più fiorente per il traffico di essere umani, avendo ora la certezza che chi paga per il viaggio arriva sicuramente a destinazione senza venire fermato o rimpatriato;

AUSPICHIAMO :

-che l’Unione Europea si attivi per adottare misure ancora più incisive nella lotta all’immigrazione clandestina e procedere in tempi celeri alla revisione del Regolamento di Dublino III, che è stato recentemente modificato ma senza recepire il principio del burden sharin, ossia della redistribuzione tra gli Stati membri delle persone in caso di fughe di massa ed emergenze umanitarie;

-che l’Italia non rimanga inadempiente ma renda effettiva la Direttiva c.d. Rimpatri e proceda in modo più celere all’identificazione e rimpatrio dei clandestini

Impegnano il Presidente e la Giunta Regionale per sapere:

-ad attivarsi immediatamente in tutte le sedi istituzionali per sostenere l’effettiva applicazione della Legge Bossi-Fini ed il rinnovo degli accordi con i paesi di origine sia con riguardo alle operazioni di controllo dei confini, soprattutto costieri, sia per le operazioni di rimpatrio dei clandestini, ed in sede europea affinché venga introdotto il principio del burden sharin e rafforzate le misure di pattugliamento dei confini, anche al fine di scongiurare le partenze e le perdite di ulteriori vite in mare;

– chiede di inviare l’O.d.G. a tutti i parlamentari affinché sollecitino il Governo ad agire immediatamente.

Francesco BRUZZONE

Maurizio TORTEROLO

Edoardo RIXI