Operazione Alchemia, Viale: “Indispensabile impegno amministratori”. Pastorino: “Legalità prima di tutto”

Liguria. “La presenza della ‘ndrangheta organizzata sul nostro territorio è da anni studiata e monitorata. Operazioni come quella di oggi confermano che l’attenzione su questo tema è alta: un plauso va agli inquirenti e alle forze dell’ordine”. Lo ha dichiarato la vicepresidente e assessore regionale alla Sicurezza Sonia Viale, in merito all’operazione ‘Alchimia’.

“Mi auguro – ha aggiunto la vicepresidente Viale – che ogni amministratore locale denunci ogni eventuale tentativo di condizionamento. Il nuovo codice degli appalti e l’applicazione rigorosa delle regole sono mezzi utili per la prevenzione. Non bisogna mai abbassare l’attenzione sui rischi di infiltrazioni mafiose nella vita pubblica ed economica della nostra società. Oggi, in particolare – ha concluso – è necessaria una profonda riflessione per onorare il ricordo e l’esempio del giudice Paolo Borsellino”.

“Non avevamo bisogno di ulteriori dimostrazioni – tuona invece il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino – difficile che ora altre forze politiche continuino a negare: la ‘Ndrangheta ha messo radici in Liguria, allarga le maglie della corruzione ed espande i suoi interessi nel sistema affaristico degli appalti. Qualcuno dirà: niente di nuovo. Eppure oggi diventa purtroppo evidente, è alla luce del sole, tutto ciò che certi imprenditori e alcuni amministratori si affannano a smentire. Oggi è una buona giornata per i cittadini che denunciano il malaffare e per le associazioni che da anni lottano contro le infiltrazioni mafiose. Gli elementi che già emergono dalle indagini in corso dovrebbero indurci a costituire un nuovo fronte comune, per contrastare l’avanzata delle organizzazioni malavitose nella nostra Regione”.

“Non ci sorprende – prosegue Pastorino – che i reati contestati riguardino il movimento terra e, soprattutto, siano connessi ai cantieri del Terzo Valico. Come Rete a Sinistra ribadiamo: è necessario che istituzioni e organi politici applichino un controllo scrupoloso e rigoroso quando si affrontano le procedure complesse dei lavori pubblici; a maggior ragione se si tratta di grandi opere. A rischio non c’è soltanto la correttezza e la trasparenza degli appalti, ma, alla fine, anche la sicurezza stessa dei cittadini; perché – lo sappiamo – alle organizzazioni mafiose non interessa come vengono eseguiti i lavori. A loro interessa soltanto far soldi aggiudicandosi le gare; e in questo senso, la logica del “massimo ribasso” agisce da fattore accelerante che semplifica le azioni più torbide e spregiudicate”.

“Crediamo che l’operazione condotta quest’oggi dalle forze dell’ordine debba rappresentare un suggerimento per Comune di Genova e Regione Liguria: prima di discutere circa l’utilità di una grande opera, ancorché contestata e contestabile, è fondamentale mettere in chiaro la questione della legalità. Prima di affidare i lavori, bisogna sapere esattamente chi sono le imprese e con quali soldi vengono finanziate” conclude Pastorino.

IVG.IT 19 luglio 2016