Profughi in via Rizzo a Rapallo, preoccupazione tra i residenti. Puggioni: “Una follia”

“Quartiere già molto popoloso, spero non ci sia niente di vero”

Rapallo. Il consigliere regionale della Lega Nord Alessandro Puggioni esprime la sua preoccupazione in merito al presunto arrivo in via Rizzo, nel quartiere di Sant’Anna a Rapallo, di alcune decine di profughi.
Già nelle scorse settimane si era sparsa questa voce e i residenti della zona avevano incominciato a porsi domande ed esprimere preoccupazione, le stesse che oggi solleva Puggioni.

“Gira una voce di popolo – dice Puggiorni – che parla della possibilità che alcune decine di cosiddetti ‘profughi’ vengano ospitati in un condominio del quartiere in questione. Spero vivamente che sia una voce priva di fondamento. Oramai siamo alla follia, addirittura vogliamo mettere dei presunti ‘profughi’ in un palazzo in una via di uno dei più popolosi quartieri della città. Siccome a pensar male spesso ci si azzecca, non vorrei che dei 600 profughi che il Governo ha deciso di mandare in Liguria, una parte sia destinata proprio a Rapallo. Sinceramente siamo stanchi di tutta questa finta pietà pagata dagli italiani, i quali sempre più spesso vedono diminuire i propri diritti e le priorità dal governo del pifferaio magico di Firenze”.

Il consigliere leghista condivide e approva quanto affermato nei giorni scorsi, a tal proposito, dall’assessore alla Legalità Sonia Viale: “Questo governo ha trasformato le prefetture in booking.com perché si devono impegnare quotidianamente a trovare alberghi e alloggi per persone che non sono profughi, perché abbiamo visto che un terzo delle persone che sbarcano non hanno diritto ad ottenere il permesso di asilo”.

Infatti le prefetture ormai, sostiene Puggioni, assomigliano sempre più ad agenzie immobiliari o di viaggio.

“Lo ribadisco – conclude – basta con le cooperative, basta con i privati che lucrano incassando migliaia di euro al giorno, nascondendosi dietro la pietà e la carità sempre e comunque a vantaggio degli ultimi arrivati, mentre per i nostri poveri, per le nostre famiglie in difficoltà non ci sono mai soldi, mai case, mai cure e medicine gratis, mai scuole e asili gratis, ma sempre e solamente tasse, balzelli e ticket. Spero quindi, che la voce in questione rimanga appunto una semplice voce”.

Genova 24.IT 20-02-16