Pucciarelli col burqa in Regione: “Islam liberticida con complicità sinistra”

Il consigliere regionale della Lega Nord ha indossato il velo integrale per lanciare un messaggio contro le “tradizioni maschiliste e vessatorie” della cultura musulmana. Liguria – Periodo di iniziative appariscenti per la Lega Nord ligure. Ieri l’incatenamento davanti alla Provincia da parte del consigliere regionale Giancarlo De Paoli, già sulla cresta dell’onda qualche settimana fa per le presunte dichiarazioni omofobe su figli gay e forni. Oggi è stato il turno del consigliere regionale della Lega Nord Stefania Pucciarelli, che questa mattina, in occasione del consiglio regionale, ha indossato il burqa in segno di provocazione. “Le donne invisibili, segregate e soffocate dentro le reti di una cultura liberticida, la cultura islamica con le sue tradizioni maschiliste e vessatorie – ha spiegato l’esponente del Carroccio -, sono una realtà a cui è necessario dare voce, quella voce che la complicità di gran parte della sinistra italiana, diventata serva dell’Islam pur di raccattare consenso e fare ideologia, soffoca ad ogni piè sospinto. Come può essere salvaguardata la dignità della donna nella pratica dell’infibulazione praticata in molti paesi? Senza scendere nello specifico ricordo che l’infibulazione è la mutilazione e non solo dei genitali femminili nelle bambine. La bambina viene insomma cucita come una bambola di pezza, in attesa che lo sposo, a nozze compiute, possa godere di lei senza la paura di non trovarla illibata. Casi di infibulazione si sono verificati anche in Italia e non solo in Somalia, o in Eritrea, o in Senegal dove la pratica è all’ordine del giorno”.

Ha rincarato la pasionaria di Santo Stefano Magra: “Nessuno ne parla con sdegno, non soltanto l’8 marzo, ma anche durante il resto dell’anno l’invisibilità e il dolore di molte donne è soffocato dal silenzio della ‘cultura’, se così si può chiamare, e dalla politica di sinistra. Dove sono le femministe che oggi starnazzano sui diritti delle lavoratrici e sulla dignità della donna, le stesse che si riempiono la bocca con la parola sessismo, quando si tratta di schierarsi contro la cultura islamica in nome dell’autodeterminazione delle donne? Dov’erano le femministe radical chic quando ragazze di vent’anni morivano assassinate nel nostro Paese per il desiderio di indossare un paio di jeans? Dov’erano quando i nostri poliziotti hanno arrestato genitori degeneri per l’infibulazione della figlia? Ve lo dico io dov’erano e dove sono: in piazza, in parlamento, in televisione a legittimare quella forma ignobile di ultraprostituzione che si chiama utero in affitto. Oppure sono impegnate a spiegare quanto sia bella la differenza di cultura, quanto sia giusto rispettare le usanze altrui, quanto sia bello abbandonare i nostri simboli per rispetto nei confronti di culture totalmente incivili. Ogni cultura si merita dalle altre il rispetto che essa dà alle proprie donne, per questo motivo oggi, il nostro compito dovrebbe essere dar voce e consistenza a quelle donne mute ed invisibili che vivono nel nostro paese, schiave dell’Islam e della barbarie”.
Il presidente dell’assemblea, Francesco Bruzzone, leghista, ha invitato la compagna di partito ad abbandonare l’aula per l’abbigliamento non consono.
Citta dellaspezia Martedì 8 marzo 2016