Puggioni visita il carcere di Chiavari: “Struttura che dovrebbe essere presa a modello”

Genova – E’ durata un paio di ore la visita del consigliere regionale della Lega Nord al carcere di Chiavari, una edificio profondamente ristrutturato, riaperto nell’ottobre scorso. Si tratta di un’opera in linea con le leggi dell’ordinamento penitenziario voluta dal ministero di Giustizia e dal dipartimento di Amministrazione penitenziaria.

“Ringrazio la struttura per avermi accolto. La casa circondariale di Chiavari dovrebbe essere presa a modello per tutte le carceri della Liguria, dove, in alcune delle quali esistono ancora forti problematiche da risolvere. Ringrazio inoltre la dottoressa Penco dirigente dell’Istituto, il Comandante della polizia penitenziaria, tutti gli agenti e gli amministrativi per l’eccellente lavoro, la dedizione e l’impegno che ogni giorno dedicano nella loro professione. All’interno del carcere sono organizzati diversi corsi e servizi per i detenuti al fine di inserirli, una volta liberi, all’interno del tessuto sociale. E’ certamente giusto che chi sbaglia paghi, però è ugualmente importante che i detenuti, quando usciranno dal carcere, non abbiano occasione di delinquere nuovamente. Per questo ben vengano le attività e i corsi scolastici che li preparano alla realtà che esiste al di fuori del carcere. Mi hanno fatto un’ottima impressione anche i progetti creati ad hoc per la familiarità, quelli cioè che danno la possibilità ai detenuti di vedere i loro bambini anche piccoli, nella zona verde adibita a tale scopo, che si trova all’interno del carcere”.

A pochi metri dalla casa circondariale di Chiavari esiste, sempre in via del Gasometro, il tribunale chiuso e inutilizzato, esempio tipico italiano di spreco di denaro pubblico: “Purtroppo accanto al carcere – aggiunge Puggioni – è triste vedere il tribunale, chiuso a causa del decreto Cancellieri. Il Governo con la politica dei finti tagli, in realtà, colleziona esclusivamente disservizi per i cittadini. In quell’area di Chiavari si poteva avere una vera e propria cittadella della giustizia, costituita dal commissariato, dal tribunale e dal carcere, ma ciò non è stato possibile e a farne le spese è come sempre tutta la cittadinanza”.
Genova post Venerdì 5 febbraio 2016