Regione: Alluvione, Burlando e Paita salvi con un “aiutino” di FI

Doveva essere la mozione della bocciatura politica di Claudio Burlando e della sua possibile erede, Raffaella Paita, assessore alle Infrastrutture e alla Protezione Civile. E’ stato invece il documento che ha certificato, ufficialmente, la spaccatura all’interno non solo di Forza Italia ma dell’intera opposizione. Il voto, giunto al termine di una giornata interamente dedicata al dopo-alluvione che il 9 ottobre scorso ha devastato Genova e gran parte del suo entroterra, infatti non solo ha visto il consigliere azzurro (e vicepresidente del consiglio) Luigi Morgillo non votare la richiesta di dimissioni di Burlando e di censura nei confronti della Paita, ma anche il violento attacco di Marco Melgrati, capogruppo di FI, allo stesso Morgillo. E, a cascata, il Nuovo centrodestra garantire il numero legale e la Lega, attraverso il segretario nazionale ligure Sonia Viale, accusare gli (ex?) alleati forzisti, di essere «la stampella del centrosinistra». Nove voti a favore (quattro consiglieri berlusconiani, i tre della Lega e i due della Lista Biasotti) e 19 contrari hanno bocciato la mozione anti Burlando. Otto voti a favore e sempre 19 contro quella anti Paita, questo perché nel frattempo Francesco Bruzzone, del Carroccio, ha abbandonato l’aula dopo aver inutilmente chiesto di rinviare il voto alla prossima seduta, date le numerose assenze. Una giornata tesa, quella di ieri in Regione e, soprattutto in Comune (preso d’assalto da circa 500 manifestanti di «Orabasta», guidati da Cristiano De Andrè e Francesco Baccini) e le scintille si sono viste già dal mattino, con l’aula chiamata a ratificare le modifiche alla legge regionale del 2010 sugli Interventi urgenti conseguenti agli eccezionali eventi meteorologici: un passaggio necessario per stanziare gli aiuti, per 20 milioni e 240 mila euro, anche se successivamente, il parlamentino ligure, all’unanimità, ha approvato l’ordine del giorno di Edoardo Rixi (Lega Nord) con il quale si chiede di aumentare il budget a 40 milioni. Identico iter anche per l’altro ordine del giorno, sempre di Rixi, che invita la giunta a effettuare i risarcimenti di questo primo bando entro il 20 dicembre. Chiusa la parentesi «pratica», il dibattito ha assunto toni di battaglia politica fin dalla ripresa dei lavori, quando Matteo Rosso (FI), primo firmatario delle due mozioni, di dimissioni del governatore e di censura dell’assessore, ha ammesso che si trattava «soprattutto di una mozione contro l’assessore Paita, in quanto possibile candidata alla presidenza della Regione: siamo preoccupati — ha aggiunto – e confidiamo in Renzi, perché cambi il candidato Pd».

Tratto da ‘La Stampa ed Savona e Provincia’  del 22-10-14,  Miriana Rebaudo – Genova