Regione Liguria, bocciato l’ospedale, sulla collina sale l’Università

Bocciato l’ospedale, sulla collina sale l’Università
No all’ospedale del Ponente a Erzelli, si a un polo industriale hi-tech, con Iit e Università. Vertice in Regione, ieri, tra l’assessore allo Sviluppo economico della giunta Toti Edoardo Rixi, e il suo collega a Palazzo Tursi, Emanuele Piazza. E anche il tassello Università, con il trasferimento di parte della facoltà di Ingegneria, sembra andare a posto. Con la Regione e la facoltà di Ingegneria che stanno lavorando a limare il progetto. «Dobbiamo mettere ordine nella partita Erzelli – spiega Rixi li c e spazio per aziende internazionali leader dell’hi-tech: la collina deve diventare simbolo del rilancio di un’industria di altissimo profilo e smetterla di essere un eterno cantiere a cielo aperto. Sgomberando il campo da velleità immobiliaristiche, che non siamo disposti a far passare in nessun modo. Neppure è pensabile realizzare lassù l’ospedale. Centri d’eccellenza di ricerca medica, privati, si. Ma l’ospedale no>’. Con l’approdo, tra sei mesi del quartier generale di Esaote, e dopo Siemens ed Ericsson, sulla collina mancano la costola dell’Iit, di cui la nuova amministrazione regionale è pronta ad accogliere i 400 ricercatori, e la facoltà di Ingegneria. Su questo, è Piazza a dettare i tempi: «Dobbiamo chiudere la decisione entro ottobre, altrimenti i denari che ll ministero ha deciso di continuare a puntare su Erzelli, potrebbe definitivamente distrarli altrove”. Yoram Gutgeld, mister “spending review” per Matteo Renzi, del resto, aveva già dato un ultimatum all’Università e alla Regione, ma il pre-accordo tra gli enti – con la Regione che ha assunto il ruolo di regista e stazione unica appaltante – lo avevano convinto a interrompere il conto alla rovescia. «Però, se non arrivano altri segnali “operativi”, potrebbe ricominciare ll contdown – mette in guardia Piazza, e rilancia- il trasferimento a Erzelli di Esaote rinvigorisce il progetto industriale sull’area, che con le altre realtà produttive e l’Iit, costruiscono una piattaforma di altissima qualità dell’hi-tech e anche della ricerca». L’Università ha lavorato molto in questi ultimi mesi, per dipanare la ma-tassa (soprattutto legale e amministrativa) di Erzelli e infatti non si tira indietro: «Durante il primo colloquio con il presidente Toti – dice il rettore Paolo Comanducci – abbiamo condiviso l’opportunità che Erzelli rappresenta per l’Università e il territorio, Tutto questo va certo vincolato a una serie di piani, come quello industriale, logistico ed economico, che ne favoriscano la sostenibilità e, quindi, la riuscita».
Anche Rixi ammette che il lavoro con la facoltà di Ingegneria, e con la Scuola politecnica, prosegue: «Non sono ostili al trasferimento, ovviamente a condizioni che noi stessi condividiamo. Perché siamo pronti a corrispondere all’ateneo la cubatura prevista di 125 milioni per l’intera operazione del trasferimento, tra i denari regionali e quelli del ministero, ma vogliamo verificare la progettazione perché la Regione, come professori e studenti, vogliono che il progetto regga, che a Erzelli scaturiscano davvero occasioni di rilancio». Rixi mette in guardia la stessa Ght, alla regia dell’operazione Erzelli: «Se si riduce a operazione politica, diciamo no. Se è operazione immobiliare, diciamo no. Se è un’operazione di grande riqualificazione industriale del Ponente, con la creazione, come era nel progetto originale, di un polo di eccellenza internazionale dell’hi-tech, noi ci saremo».
Tratto da ‘la repubblica-ge 30-07-15’