Rixi: “Kavo Promedi deve pagare i danni ai lavoratori”

La regione metterà a disposizione tutti gli strumenti di solidarietà

GENOVA – Ancora senza tutela i 19 lavoratori della Kavo Promedi, azienda tedesca che in una notte ha cercato di smantellare la sede di Nervi portano via tutti i macchinari e lasciando, di fatto, i dipendenti senza la possibilità di lavorare. Ora però, come afferma Edoardo Rixi, Assessore allo Sviluppo economico e Imprenditoria della Regione Liguria, si cercherà di fare della Kavo-Promedi un caso simbolo affinchè non si verifichino altre situazione simili.

“La regione metterà a disposizione tutti gli strumenti di solidarietà. Il problema vero è che secondo noi prima di tutto deve essere la Kavo a pagare i danni che ha fatto ai lavoratori perchè se no diamo delle agevolazioni all’azienda per delocalizzare quindi questo non va bene. Il Consiglio presenterà una mozione dove deve essere tutelato il lavoratore ma dove deve essere colpito duramente un’impresa che è da novembre che aveva meditato di andare via e invece in un week end ha deciso senza avvertire nessuno di smobilitare. Io mi auguro che da associazioi industriali, al Comune, la Regione ma anche a livello nazionale ci sia una forte pressione sull’azienda perchè arrivi una contrattazione sindacale ricca dove i lavoratori possano chiedere sostanzialmente a questa azienda qualcosa in più rispetto a che se avesse utilizzato l’azienda i sistemi ordinari per spostarsi. Perchè noi dobbiamo ricordare che se non ci fossimo recati quel sabato pomeriggio alla Kavo a Nervi non ci sarebbe mai stata una contrattazione sindacale e l’azienda non si sarebbe mai presentati in assoindustria perchè semplicemente oggi l’azienda non sarebbe più in Italia.

Quindi questo è un problema molto grande e oltre a questo un appello a livello nazionale perchè nel mercato unico europeo esistono tante leggi diverse e purtroppo le leggi italiane consentono alle aziende di comportarsi così. Altre leggi, quelle francesi e quelle tedesche, di fatto fanno pagare all’azienda che si trasferisce tutti i danni economici che vengono lasciati sul territorio. Quindi il rischio di questo mercato europeo alla fine alcune forme di tutela sociale anche all’Italia oggi diventano elementi che fanno sì che conviene delocalizzare dall’Italia e andare in Germania piuttosto che viceversa. Quindi è una riflessione forte da fare. Credo che ci debba essere una pressione a livello governativo di riforma per vincolare gli insediamenti produttivi al territorio. Se ciò non si fa a breve si rischia che l’episodio Kavo purtroppo si ripeta per altre aziende.”

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