Intervista al Segretario Nazionale

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L’idea del Nord tartassato non è un po’ logora?

«Per nulla, anzi, gli obiettivi che ci siamo sempre posti sono ancor più stringenti. Dobbiamo ottenere risultati, non c’è più tempo. Anche in un’Italia profondamente cambiata e in un Europa in crisi che presenta interi popoli con lo stesso problema. C’è un grande Nord da rilanciare».

Ma dove eravate in questi ultimi 10 anni? La Lega era al governo.

«Abbiamo fatto ciò che potevamo fare, il massimo che si poteva ottenere coni rapporti di forza che c’erano e con i tre ministri che avevamo».

A proposito di fare di più, dopo lo scandalo Belsito e i soldi usati per i bisogni spicci della famiglia Bossi non si sono viste grandi epurazioni. Via la Mauro, via il Trota… Basta?

«Intanto resta il gesto forte e significativo delle dimissioni del segretario Umberto Bossi. Aspettiamo di vedere altri partiti coinvolti da scandali peggiori prendere la stessa decisione. La Lega è diversa dagli altri, non siamo come gli altri partiti. La Lega ha dato l’esempio e riesce a rialzarsi».

Si immagina cosa sarebbe successo se il figlio di Bersani avesse usato i soldi del Pd per comprarsi la macchina e pagarsi le vacanze?

«Ma a Bersani succede di peggio: il suo più stretto collaboratore, Penati, è coinvolto in inchieste molto più gravi eppure non si è dimesso».

Anche in Liguria: via Belsito e tutto è risolto. Tra i leghisti liguri nessuno sembra aver mai conosciuto l’ex tesoriere dei fondi in Tanzania.

«In verità abbiamo fatto un congresso anche in Liguria e c’è stato un vistoso rinnovamento dei vertici. C’era un gran desiderio di cambiamento e lo abbiamo fatto. Ricominciamo a fare politica dopo un periodo confuso, in cui l’azione politica è spesso mancata: c’era un legato (un commissario, la stessa Mauro, ndr), ora siamo ripartiti. Dimostrando una grande maturità».

La Liguria è stata per la Lega una terra di nominati. Ora si cambia?

«Ripartiamo dai territori, dai nostri eletti. Ripartiamo dal buon operato dei nostri amministratori. Qui abbiamo fatto la differenza e la gente lo sa».

La gente sa che dovrà pagare.

«Il patto di stabilità non regge più. I sindaci del Nord e quelli della Liguria possono allearsi e difendere i cittadini. Nell’interesse dei cittadini».

In questo contesto restano gli slogan su secessione e indipendenza?

«Il nostro articolo 1 non è stato modificato: libertà e autodeterminazione. I cittadini restino padroni a casa loro».

Ma non è che su certe battaglie ormai i grillini vi hanno superato?

«Indubbiamente hanno corroso anche nostri consensi. Ma noi abbiamo un progetto, Grillo non lo so. Sono certa che saremo in grado di recuperare i voti lasciati ai grillini».

Un’alleanza con il “Movimento 5 stelle” non è in agenda?

«Non ne vedo i presupposti. A dire il vero non ci interessano alleanze, al momento. Dobbiamo riallacciare il nostro progetto, ritrovare tutta la nostra gente. Facciamo sul serio: dobbiamo riconquistare tutta la nostra credibilità, poi parleremo di alleanze».

Senta, Genova è la regina della Liguria o è matrigna come dicono in provincia? Lei non è genovese.

«Questo concetto esula dal discorso sulla Lega. Genova da sola vale come metà Liguria e da questa città devono nascere le strategie politiche per il rilancio dell’intera regione».

Basta liti tra i capoluoghi.

«Parliamo di cose concrete. Nel decreto Sviluppo ci sono alcune cose che abbiamo da sempre proposto noi della Lega. A cominciare dall’autonomia dei porti: è una nostra battaglia, le tasse restino sui moli; non c’è molto, per ora, ma è un inizio. Noi vogliamo di più: che resti tutta l’Iva e che nasca l’Autorità portuale regionale. Uno strumento per gestire uno sviluppo crescente».

E al sindaco Doria cosa dice?

«Che ha sbagliato molto. Si è presentato come sganciato dai partiti, invece ne è stato spesso vittima e sull’Imu si è arreso senza combattere. L’ha data per scontata, invece poteva chiamare i cittadini tutti a protestare, a dichiararla una tassa ingiusta, specie per la prima casa e per le fasce di popolazione in difficoltà. Avremmo potuto aiutarlo molto, in questo senso».

Dica la verità, che Lega ha trovato in Liguria? Il partito c’è?

«È forte, con molti militanti storici e molti giovani. Ora puntiamo sui giovani, per questo abbiamo lanciato una nuova scuola politica, che faremo a Imperia, con molti esperti e docenti coinvolti. C’è la giusta energia, ci sono nuove forze. La Lega è già tornata».

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