Sanità Sonia Viale: “Chiederemo al governo di rimborsarci i soldi spesi per curare i richiedenti asilo”

Gratis medicine d esami, ma dal 20 agosto un codice consente di monitorare le uscite «Il Governo non può scaricare sulle Regioni i costi degli esami medici e dei medicinali dei migranti, e la Liguria ha uno strumento per chiedere indietro al ministero dell’Interno quello che sta togliendo alla nostra sanità». Uno strumento per altro ereditato dalla giunta Burlando. Ma se si può tentare di recuperare soldi da Roma, perché no? L’assessore alla Sanità Sonia Viale si trova in una posizione scomodissima: dal 20 agosto le farmacie sono state informate di una «nuova esenzione per i richiedenti asilo» equiparati agli italiani iscritti alle liste di collocamento per la durata di 180 giorni dal momento della richiesta del permesso di soggiorno. Sei mesi durante i quali gli stranieri accolti dalle prefetture e smistati alle diverse cooperative e comunità sul territorio hanno diritto a medicine e esami gratuiti. Quella esenzione in realtà viene da lontano. Ed è il grimaldello, ereditato dalla giunta Burlando, che la giunta Toti promette di usare per chiedere al ministero dell’Interno di riavere una fetta dei soldi spesi per l’assistenza sanitaria ai profughi. Medicine e esami gratis. Questa «nuova esenzione» ha un nome in codice vagamente inquietante, si chiama EP2. E, sulle prime, sembra un autogol delle giunta di centrodestra guidata da Giovanni Toti che, al momento dell’insediamento, aveva detto di voler dichiarare guerra al sistema di accoglienza dei migranti. Scavando appena sotto alla superficie si scopre però che il codice è una peculiarità ligure per rinominare una vecchia esenzione: già dal 2012 il governo aveva deciso di riconoscere medicine e esami gratis agli stranieri accolti con lo status di “richiedenti asilo”: quindi non agli extracomunitari in cerca di fortuna, ma solo a chi fugge da guerre e persecuzioni. A questi era riconosciuto lo stesso trattamento offerto agli italiani senza reddito ma iscritti alle liste di collocamento: nessun ticket presentando una ricetta medica con l’indicazione di un altro codice, EO2. Il codice-grimaldello La prima certezza: tutti gli immigrati accolti dalla prefettura con lo status di “richiedenti asilo”(quindi tutti i nuovi arrivati in attesa che venga vagliata la loro posizione) per sei mesi possono richiedere esami e medicine senza pagare un euro di ticket, presentandosi in qualsiasi farmacia con una ricetta correttamente compilata. La spiegazione, tradotta dal linguaggio burocratico, è semplice: la normativa nazionale prevede espressamente che i richiedenti asilo«non possono svolgere regolare attività lavorativa se non decorsi 180 giorni dalla richiesta di asilo». Quindi, per i primi mesi, sono forzatamente disoccupati. Senza contare che il controllo sanitario dei nuovi immigrati con viene a tutti. La seconda certezza è che la Regione Liguria, negli ultimi giorni della gestione Burlando, ha autonomamente deciso di separare il flusso di denaro in uscita per pagare le prestazioni sanitarie ai veri disoccupati da quello destinato alla sanità dei profughi, con un provvedimento che porta la data di aprile di quest’anno e però è diventato operativo solo da tre giorni. Questa, dice Viale, «è una specificità della nostra Regione, una scelta che ha fatto la giunta che ci ha preceduti e dè stata sicuramente intelligente perché consente di monitorare la spesa per i richiedenti asilo: ho già chiesto alle Asl di fare i conti delle uscite per il codice EP2, quei soldi li vogliamo in dietro».
Tratto da: Il Secolo xix25-08-15’