Stop ai politici alla guida del porto di Genova, il neo assessore leghista Rixi: serve un visionario. La Regione aprirà un dipartimento a sostegno dello shipping

GENOVA. «Il futuro presidente dello scalo genovese dovrà essere un uomo slegato dalla politica». Lo dice Edoardo Rixi, leghista duro e puro. Neo assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria con delega anche a porti e logistica. Una novità. Rixi, quindi chi vedrebbe bene alla guida di Palazzo San Giorgio? «Un visionario. Una persona in grado non solo di gestire la quotidianità ma di guardare oltre». Tra pochi mesi Luigi Merlo si farà da parte. Come giudica il suo lungo mandato? «Luci e ombre. Credo che abbia fatto bene sotto alcuni aspetti. Ma in diverse occasioni si è fatto condizionare a livello locale. Dalla politica intendo». Merlo aveva detto che si sarebbe dimesso dopo le ultime elezioni regionali. Poi ha accettato l’invito del
Ministro Delrio a rimanere ancora per qualche tempo. Ha fatto bene? «In questo caso credo di sì. Ha probabilmente evitato il commissariamento del porto. E tra poco tempo sarà eletto un nuovo presidente». Quali devono essere le priorità per Genova? «Sicuramente la costruzione della nuova diga, essenziale se vogliamo dare un futuro allo sviluppo dei traffici marittimi che arrivano in città. Poi la realizzazione del Terzo valico per il quale il governo ci ha detto di stare tranquilli: i soldi ci sono». A proposito di infrastrutture. Alla Spezia aspettano ancora il raddoppio della Pontremolese… «Lavoreremo anche su questo». A Savona invece è stato completato oltre il 30% della piattaforma Ap Møller / Maersk. Un’opera che il portare puta fondamentale per il futuro dei traffici. «Probabilmente se ne sarebbe potuto fare a meno, poi qualcuno ha deciso di metterci i soldi. Vedremo cosa succederà». La Regione quasi provvedimenti adotterà nell’immediato per il comparto marittimo? «La prima novità sarà quella di creare un dipartimento, chiamiamolo dello shipping, in grado di raccogliere le esigenze e le richieste degli operatori liguri. Poi lavoreremo perché la nostra regione diventi la vera porta di accesso al mare per Lombardia, Piemonte e Svizzera, senza che le merci scelgano i porti del Nord Europa anziché quelli italiani». Ha già avuto modo di parlare con il ministro dei Trasporti Delrio? «No, per il momento non c’è stato tempo. Incontrerò prima i presidenti delle nostre Authority. Poi andrò a Roma». Discuterà con il ministro della bozza di riforma del sistema portuale? «Farò presente al ministero che la Liguria non deve subire nessun tipo di riforma: deve essere la riforma a partire dai porti liguri. Non voglio entrare nel merito della questione, se sia giusto unire Genova con Savona oppure La Spezia con Massa e quindi la Toscana. Dirò solamente che quelli liguri sono i più importanti scali nazionali. E il governo deve tenerne conto». Crede che l’ascolteranno? «Ce la metterò tutta».
Tratto da ‘Il Secolo XIX 10-07-15’