«Tribunale, un errore chiuderlo»

Il segretario della Lega Maroni:èunfinto risparmio, senza benefici per l’efficienza

CHIAVARI. «Se il Pdl firma la nostra mozione di sfiducia al ministro Paola Severino, salva il tribunale di Chiavari». Parola di Roberto Maroni, segretario federale della Lega Nord, ieri a Chiavari, per un incontro organizzato dalla locale sezione del partito, d’intesa con la segreteria regionale e provinciale.

«Sopprimere 31 tribunali è un errore che il governo giustifica annunciano un risparmio di 50milioni di euro in tre anni. L’accorpamento, però, andrà a regime nell’arco di un quinquennio, senza benefici in termini di efficienza – ha detto Maroni rispondendo a una domanda di Roberto Pettinaroli, responsabile della redazione chiavarese del Secolo XIX – Io avrei salvato,tra gli altri, il tribunale di Chiavari e quello di Sanremo, non solo quelli del Sud. Anche, qui, in Liguria, per effetto del soggiorno obbligato, ci sono infiltrazioni mafiose: quando ero ministro dell’Interno ho commissariato il Comune di Bordighera».

Maroni, dopo la firma del decreto da parte del governo, si è detto pessimista sul futuro del tribunale di Chavari, ma replicando a Giovanni Giardini (esponente Pdl e presidente del consiglio comunale cittadino) ha lanciato un messaggio agli ex alleati. «Presenteremo al Senato una mozione di sfiducia nei confronti del ministro alla giustizia, Paola Severino – se il Pdl la vota, il problema è risolto». E, in vista delle elezioni politiche della prossima primavera, si accorcerebbero le distanze tra Carroccio e Popolo della libertà. Distanze in questo momento incolmabili. Maroni lo dice più volte, guadagnandosi gli applausi di centinaia di militanti:«Con chi sostiene il governo di Mario Monti non ci possono essere intese e andare da soli alle urne non ci spaventa perché l’obiettivo è costruire una Lega forte come lo era nel 2008, con l’8 per cento dei consensi».

Nel giardino di Palazzo Rocca Maroni ha risposto a domande di giornalisti e rappresentanti di associazioni di categoria. Dopo l’introduzione di Sonia Viale (segretario regionale del partito) il dibattito ha spaziato su più argomenti, tutti legati al tema della nuova fase leghista: “Prima il nord”, al centro degli stati generali del 29 e 30 settembre a Torino. Maroni non si è sottratto alle domande sul terremoto politico e giudiziario (nato nel Tigullio con la vicenda dell’ex tesoriere Francesco Belsito) che ha squassato la Lega.

«Non ho nessun imbarazzo perché sono orgoglioso di essere leghista – assicura il segretario – La questione è stata affrontata e superata: fino a due anni fa c’era un sistema di controllo degenerato. Ora le cose sono cambiate e, dopo oltre 25 anni, abbiamo eletto un nuovo segretario e facciamo pulizia al nostro interno senza guardare in faccia nessuno». Tra le questioni discusse: il sostegno alle imprese, l’Imu (che la Lega vorrebbe abolire), la nascita di macroregioni e l’euro.

«Presenteremo alla Corte Costituzionale una proposta di legge popolare per chiedere un referendum – annuncia Maroni – In un Paese come il nostro, a doppia velocità, serve una doppia valuta: l’euro al Nord e un’altra moneta dalla Toscana in giù. L’Europa aiuta la Grecia, ma nessuno pensa che anche noi abbiamo a carico una  Magna…Grecia”: il Meridione».

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