Viale: “In Liguria non c’è più posto per gli immigrati”

L’assessore regionale alla Sicurezza chiede un vertice in prefettura:è una polveriera sociale pronta ad esplodere

«RENZI o un rappresentante del governo venga a spiegarci con chiarezza e mettendoci la faccia dove trovano le risorse per profughi e clandestini». È il vice presidente della giunta regionale e assessore alla sicurezza e all’immigrazione, Sonia Viale (che è anche segretario ligure della Lega Nord) a chiedere alla Prefettura di Genova «la convocazione urgente di un tavolo di coordinamento sull’immigrazione» con tutti i sindaci dei Comuni liguri, i quattro prefetti e «un rappresentante del governo che venga sentirsi dire che in Liguria c’è un forte allarme sociale e non c’è più posto per accogliere nessuno». Le ondate di profughi sembrano inarrestabili. A Genova, con i 29arrivati ieri, sono 760, stipati alla Fiera, nell’ex ospedale di Quarto e nelle strutture gestite da Migrantes, Caritas e Auxilium.
Ma nelle prossime ore potrebbero arrivarne altri, si parla di un centinaio, dai campi di accoglienza di Vibo Valentia. Il quadro complicato per le difficoltà di accoglienza (la Prefettura spera a breve di avere a disposizione altri due immobili, uno a Coronata e l’altro a San Martino) è reso più duro dai fatti di cronaca, acchiappati al volo dal centrodestra; per primo, sabato, il governatore Giovanni Toti seguito ieri a ruota da Viale:
«L’omicidio di Savona dopo una rissa tra immigrati e il rapimento di una bambina a Cairo Montenotte a opera di un “profugo” già noto alle forze dell’ordine sono episodi che
denunciano chiaramente il grado di pericolosità e rischio di scontri sociali nei quali si trova il nostro territorio, conseguenza diretta dei continui sbarchi che il governo non è capace di fermare». E mentre le immagini degli scontri a Casale San Nicola sono ancora vive, Viale parla di «polveriera sociale pronta ad esplodere anche in Liguria».
Motivo per cui, dice, « non si può più rimandare il confronto per risolvere una situazione che rischia di diventare insanabile». E aggiunge: «La Regione Liguria non lascerà soli sindaci ad affrontare questa situazione che ha assoluto bisogno di un coordinamento
sul territorio e di una gestione senza autoritarismi verso i primi cittadini e i residenti». La vice presidente non tra lascia anche la polemica politica più accesa: «mentre il governo taglia i finanziamenti per la salute dei cittadini sull’accoglienza l’esecutivo recuperale risorse come da un pozzo senza fondo, destinando a chi gestisce l’accoglienza 34 euro al giorno per ogni presunto profugo ». Secondo Viale non si può rischiare «che la bomba sociale esploda, né scaricare esclusivamente sulle forze dell’ordine presenti sul territorio
la gestione di un fenomeno che mette a serio repentaglio la sicurezza pubblica, soprattutto in quei quartieri dove maggiore è la presenza di immigrati o nei piccoli Comuni dell’entroterra dove l’accoglienza di profughi ha raggiunto presenze significative sproporzionate alla popolazione
Tratto da il Secolo xix 20-07-15