La Regione vola in Europa e torna con 314 milioni per l’agricoltura

«La priorità per la Liguria è lo sviluppo e questi soldi già nei prossimi mesi potranno finanziare nuove imprese, aiutare i  giovani agricoltori e tenere in sicurezza un territorio fragile come il nostro, portando ricchezza e creando occupazione». E soddisfatto, e non poco, Giovanni Toti, dopo essere tornato da Strasburgo con 314 milioni da destinare al sostegno all’agricolture in particolare ai giovani che intendono creare nuovo lavoro con un progressivo ritorno alla terra. Il Psr, il Piano di Sviluppo Rurale della Ue ha stanziato per la Liguria una cifra consistente e il governatore ha incontrato l’europarlamentare Alberto Gino (Fi), membro della commissione agricoltura sia il commissario Phill Hogan, con il quale si è discusso di come impegnare questi fondi. Soprattutto la soddisfazione di Tori nasce dal fatto che questi soldi non sono un atto dovuto. E anzi la Liguria rischiava di perderli, per certo non riusciva a ottenerli. A chi invoca cambi di passo per la Regione nel segno della discontinuità con il passato, non può che prendere atto di una vera e propria vittoria della nuova giunta, con ‘Assessore competente Stefano Mai in grado di svolgere un ruolo decisivo al fianco del presidente. «Abbiamo atteso molto questo piano, bloccato da lungaggini burocratiche divario tipo, e oggi grazie al lavoro della Commissione Europea con l’aiuto del Parlamento siamo riusciti a sbloccare questi fondi – esulta Toti -. Credo che già nel prossimo mese di novembre i primi bandi verranno pubblicati e quindi imprese e amministrazioni potranno agevolarsi di questo denaro». Riconoscimento dei meriti della nuova giunta arriva anche dall’Europa, con lo stesso Alberto Gino che conferma come «Giovanni Toti in pochi mesi abbia sbloccato quello che era fermo da un paio di anni e ce l’ha fatta attraverso un lavo- rodi squadra e mettendo a frutto i suoi rapporti a Bruxelles. Io come membro della commissione agricoltura ho fatto da ponte con il commissario Phil Hogan risolvendo dei problemi che sembravano insormontabili. Vogliamo cambiare questa Europa e non sprecare le opportunità che ci offre». Il nuovo Psr coinvolgerà in Liguria 1450 agricoltori e in particolare 560 giovani, potrà partire subito, mentre nella migliore delle ipotesi, vista la situazione ingessata trovata quest’estate da Toti, sembrava possibile nutrire qualche speranza per l’anno prossimo. L’Ue ci metterà direttamente 135 milioni, altri 179 arriveranno dal cofinanziamento nazionale e la Regione contribuirà con una quota dell7%, pari a 56milioni. A spiegare come i finanziamenti abbiano una doppia valenza per 1’ entroterra ligure è Mai: «Sviluppando l’agricoltura nei territori rurali e montani possiamo fare un lavoro di contrasto al dissesti idrogeologico in una regione fragile come la Liguria. Facendo insediare nuove aziende daremo una risposta a quei territori che non riescono a fare interventi perché troppo onerosi o, addirittura, perché bloccati dal patto di stabilità. Sarà quindi uno strumento fondamentale per pone rimedio a questo fenomeno».  A esultare, seppure criticando certi condizionamenti imposti dall’Ue, è anche Coldiretti Liguria. «Finalmente, dopo oltre 14 mesi,il Psr spedito il 20 luglio’14 nelle “grinfie’ di Bruxelles ha avuto il suo giusto riconoscimento e dè stato così approvato in sede comunitaria – commenta il presidente Gerolamo Calleri -. Un doveroso ringraziamento va al Dipartimento all’agricoltura che è riuscito a portare a casa questa partita nonostante i molti incidenti di percorso che hanno fatalmente ritardato l’approvazione del documento». Alla regione viene chiesto un ulteriore sforzo per la stesura di «bandi scritta in maniera semplice, facilmente applicabili e controllabili, che badino più alla sostanza dell’investimento che alla forma, soprattutto quando la forma si traduce in burocrazia fine a se stessa». Soddisfatto anche Aldo Alberto, coordinatore di Agrinsieme Liguria, che rappresenta le coop di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative: «Ora cerchiamo di lavorare insieme alla Regione».
Tratto da ‘IlGiornale 8-10-15’