Caccia: no alla delibera per il prelievo in deroga dello storno

Regione. 6-11-12 E’ stata respinta con 22 voti contrari, 9 favorevoli (Francesco Bruzzone, Edoardo Rixi e Maurizio Torterolo della Lega Nord Liguria Padania; Gino Garibaldi, Luigi Morgillo, Roberta Gasco, Matteo Rosso, Marco Scajola, Pdl; e Raffaella della Bianca del Gruppo Misto-Riformisti italiani), e 2 astenuti (Franco Rocca e Alessio Saso, Pdl), la proposta di deliberazione “Disposizioni per l’applicazione del regime di deroga per la specie storno (Sturnus vulgaris) per la stagione venatoria 2012/2013.

La proposta di delibera prevedeva la caccia dal 1 ottobre al 31 gennaio su tutto il territorio regionale, ad esclusione delle zps.Il prelievo annuale era conseguente al calcolo della “piccola quantità”, ulteriormente ridotto. Si è però deciso di affrontare nuovamente l’argomento nella competente commissione con le audizioni di parlamentari europei, al fine di superare il parere negativo espresso dalla Commissione europea in merito al prelievo in deroga, a fronte di un direttiva europea che, invece, secondo una parte dei consiglieri, di fatto lo consentirebbe.

La decisione è stata assunta con un ordine del giorno (presentato da Francesco Bruzzone, Lega Nord Liguria-Padania), approvato con 27 voti favorevoli, 2 contrari (Giancarlo Manti, Pd; Stefano Quaini, Idv) e 2 astenuti (Liste civiche per Biasotti Presidente), con il quale, inoltre, si dà mandato alla giunta e al presidente di richiedere con urgenza un incontro con la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea, la Presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento per le politiche europee), il ministero dell’ambiente alla Presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento per gli affari regionali) e Ministero degli Affari esteri. Al presidente e alla giunta si chiede di trasmettere ai menzionati organismi il presente ordine del giorno, con il quale si affronta in maniera analitica e tecnica la vicenda. Nel documento si rimarca, tra l’altro, che la direttiva 2009/147 nel comma 1, lettera c dell’articolo 9, prevede “di consentire in condizioni rigidamente controllate e in modo selettivo la cattura, la detenzione o altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccole quantità” e che tale facoltà «Può essere esercitata in base ad autonome valutazioni degli Stati membri ed alle loro articolazioni territoriali, se a ciò delegate, secondo le modalità e le condizioni indicati nel comma 2 del citato articolo)”. Si rimarca inoltre che la possibilità di ricorrere alle deroghe spetta agli Stati membri in linea con il principio di sussidiarietà (e alle loro articolazioni territoriali a ciò legittimamente delegate).

In apertura di seduta il presidente dell’Assemblea legislativa, Rosario Monteleone ha annunciato che sul provvedimento è pervenuto il parere sfavorevole di Ispra e della Commissione europea. Ha inoltre ribadito che, a seguito di ricorso, il Tar lo scorso 17 ottobre ha parzialmente sospeso l’efficacia del calendario venatorio, fissando la discussione nel merito al 21 febbraio 2013.

L’assessore all’ambiente, Renata Briano ha chiarito: “Visto quanto accaduto lo scorso anno, quando la commissione europea ci aveva messo in mora per una pratica analoga e noi siamo stati costretti a ritirarla, ci siamo impegnati in commissione ad attendere il parere preventivo di Ispra e della Commissione europea, prima di sottoporre la delibera all’approvazione del Consiglio – ha detto –. I pareri pervenuti sono entrambi negativi. Di conseguenza la giunta esprime parere sfavorevole. In caso contrario la Regione Liguria rischia di essere sanzionata dall’Unione Europea. Sono però favorevole a cercare soluzioni che consentano di inserire lo storno tra le specie cacciabili. Mi sono già fatta portavoce di questa esigenza in un incontro con i rappresentanti dell’Unione europea, svoltosi a Roma”.

Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha detto: “Una direttiva europea dice con chiarezza che è possibile effettuare la caccia in deroga, ma la Commissione europea, invece, con un parere sostiene il contrario. O l’Unione europea ha il coraggio di abrogare il punto che consente questa caccia, oppure cambi atteggiamento. Questo atteggiamento, invece, ha fatto pensare piuttosto ad una presa di posizione politica, che non alla esatta applicazione di una direttiva comunitaria. In un primo momento ci è stato risposto che mancava la necessaria documentazione. E’ stata fatta, insomma, una sorta di melina. Questa Europa – ha detto – mi fa schifo. Noi abbiamo chiesto all’Europa come attuare la deroga che, ripeto, è prevista dalla direttiva comunitaria, ma abbiamo ottenuto soltanto un parere contrario alla deroga stessa”. Bruzzone ha anche rimarcato che i governi italiani in questi anni hanno fatto tutto il possibile : “Dal 26 giugno 2008 il governo ha iniziato l’iter per arrivare all’inserimento dello storno tra le specie cacciabili. Il governo italiano, a questo punto, non deve fare più nulla se non azioni politiche di protesta. L’Unione europea, invece, non si è ancora decisa a riaprire l’allegato relativo alle specie cacciabili”.

Valter Ferrando (Pd), dopo aver ribadito che in questi anni la Regione ha fatto tutto il possibile per consentire l’applicazione della deroga, ha anche puntualizzato che “non si può incappare in una diffida da parte dell’unione Europea”.

Ha proseguito: “Non possiamo certo rischiare un’infrazione milionaria, che danneggerebbe oltremodo le casse liguri». Si è espresso, quindi, contro la delibera, dichiarandosi invece favorevole all’ordine del giorno che prevede contatti con l’Unione europea, tesi a sbloccare la situazione. Ferrando, nel corso del suo intervento, ha proposti di inserire, all’interno dell’ordine del giorno, l’opportunità di riportare la discussione in commissione con “l’audizione dei parlamentari europei per capire che cosa intendano fare per ovviare questa negligenza dell’Unione europea e dare loro un incarico esplorativo per capire quali iniziative si possano intraprendere» e ha concluso non escludendo “l’invio di una delegazione a Bruxelles”.

Di altro tenore l’intervento di Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente): “Non siamo nelle condizioni di rischiare pesanti sanzioni, anche se io rispetto la posizione dei cacciatori. Io ritengo, inoltre, che quanto speso in questi anni per le vertenze in materia di caccia, poteva essere utilizzato in direzione diversa, penso a temi come l’occupazione e le infrastrutture che hanno ricadute più importanti del tema in discussione, sulla nostra regione e mi auguro che su queste questioni il Consiglio abbia la stessa attenzione che ha per la caccia”.

Ezio Chiesa (Gruppo misto – Liguria Viva) ha duramente contestato l’atteggiamento dell’Europa nei confronti dell’Italia: “L’Europa ha consentito alla Spagna la proroga di vent’anni delle concessioni demaniali e a noi no. – ha detto – Forse perché ha un occhio di riguardo per alcuni paesi e per altri no. Comunque qualche problema c’è. Per quanto riguarda l’inserimento dello storno nelle specie cacciabili, credo si potesse agire di più per chiedere la deroga non sulla base delle piccole quantità, come è avvenuto, ma sulla base del danno provocato da questi uccelli all’agricoltura. La richiesta del risarcimento del danno, infatti, spesso non viene avanzata dall’agricoltore perché comunque il pagamento non avviene. Ritengo, invece, che una quota di quanto versato dai cacciatori dovrebbe essere utilizzata proprio per questo scopo”.

Giancarlo Manti (Pd) ha criticato l’attacco della Lega all’Europa: “Si tratta di un atteggiamento pretestuoso: la Lega prende a pretesto la caccia per attaccare l’Europa – ha detto – e credo sia ora di finirla con le deroghe sia riguardo alla caccia ma anche per altri argomenti Io questo non lo accetto e voterò contro l’ordine del giorno”. Ha anche criticato la proposta di audizione per i parlamentari europei: “Credo – ha precisato – che dovrebbero ascoltarci su altre questioni”.

Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania), replicando a Manti, ha confermato che la Lega è un po’ “euroscettica”, ma ha sottolineato che “la proposta di audizione per i parlamentari europei è partita da Ferrando e, quindi, proprio dai banchi del Pd”.

Sull’ordine del giorno ha espresso parere favorevole, invece, l’assessore all’ambiente, Renata Briano, ribadendo l’atteggiamento contradditorio di Ispra e Commissione europea. Parere favorevole sull’ordine del giorno è stato espresso anche da Matteo Rossi (Sel).

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