Caso Senarega, la Lega: «A rischio le alleanze», Sonia Viale: in Liguria il centrodestra non c’è più

DOPO L’ESCLUSIONE DALLA GIUNTA DI RECCO
Caso Senarega, la Lega: «A rischio le alleanze» Sonia Viale: in Liguria il centrodestra non c’è più

RECCO. «Il centrodestra non esiste più in Liguria e il caso di Recco ne è un esempio chiaro e incontrovertibile. Essere alleati significa condividere programmi e obiettivi, non spartire poltrone, lasciando fuori una componente dell’alleanza». Le parole sono di Sonia Viale, segretario nazionale della Lega Nord Liguria: si tratta di una presa di posizione molto netta che non sembra lasciare molti dubbi sul valore “regionale” della vicenda che ha portato alla nascita dell’amministrazione di centro destra guidata da Dario Capurro, lasciando fuori dalla giunta il leghista Franco Senarega, che è tra l’altro coordinatore provinciale leghista. Parole condivise dallo stesso leader del Carroccio, Matteo Salvini, che arrivano subito dopo il congresso nazionale e rischiano di far detonare il caso Recco ben oltre i confini del golfo Paradiso. Del resto lo stesso Senarega interviene rispondendo al collega coordinatore provinciale, Roberto Bagnasco, che si era appellato alle forze moderate del centrodestra (Lega compresa)in vista delle prossime elezioni regionali. «Bagnasco non riesce a fare rispettare le alleanze neppure a due passi da casa sua–dice Senarega – come può pensare che si possa andare insieme alla prova regionale. Un partito deve fare rispettare gli accordi, anche a Recco. Il caso Recco peserà molto in vista delle alleanze future. Sono vicende che lasciano il segno». E la stessa Viale rincara la dose:«Quando dico che il centro destra è finito significa anche che non si può trattare con un partito come Forza Italia, dove ognuno fa quello che vuole. Noi saremo attivi anche d’estate per ascoltare la nostra gente che lavora, per essere la voce di chi non può essere rappresentato da chi prende ordine dai magnati dell’industria o da Bruxelles. Saremo a fianco di chi viene vessato per mancata emissione di uno scontrino fiscale, mentre a fianco del negozio ha decine di venditori abusivi di merce contraffatta che di scontrini non ne emettono neanche uno. Come avviene anche a Recco». Da parte di Capurro, chiamato in causa, si ribadisce lo stesso concetto già espresso nelle passate settimane: «Noi abbiamo fatto un accordo tra persone e progetti, non tra partiti. Per questo al momento di scegliere la giunta non ho tenuto conto del manuale Cencelli, ma delle preferenze ottenute. A Senarega ho offerto la presidenza del consiglio e lui ha detto di no». Il caso Senarega era esploso subito dopo le elezioni. L’ex assessore ad Ambiente e Vigilanza era stato eletto, ma a livello di preferenze era stato superato da otto candidati.

Tratto dal Secolo XIX del Levante