Decalogo per lo sviluppo del settore: Confagricoltura Liguria incontro Toti e Mai

IVG.IT 23 maggio 2016

Oldoini: “Il Programma di sviluppo rurale deve essere uno strumento e non il ‘fine’ delle politiche agricole regionali”

Liguria. I vertici di Confagricoltura Liguria hanno incontrato oggi il Governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, e l’assessore regionale all’agricoltura, Stefano Mai. Nell’incontro tenutosi in Regione è stato consegnato al presidente Toti il documento “Dieci passi per il futuro dell’agricoltura ligure” – documento di posizione di Confagricoltura Liguria – che ha tracciato le linee guida per uno sviluppo del territorio come volano dell’agricoltura e di quest’ultima come elemento cruciale per lo sviluppo del futuro della Liguria.

“Abbiamo espresso alla Regione, presente nei suoi massimi vertici – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Liguria, Renato Oldoini – la necessità di un ulteriore sforzo perchè finalmente si sblocchi il sistema informatico del PSR, consentendo alle aziende liguri di poter finalmente investire in innovazione di processo e, quindi di prodotto”.

“La Regione – ha proseguito Oldoini – si è impegnata ad intensificare la pressione sul Ministero dell’Agricoltura affinchè finalmente si sblocchi la situazione del sistema di presentazione delle domande di contributo”.

Confagricoltura Liguria ha ribadito, nel suo decalogo, che il Programma di sviluppo rurale, ovvero i fondi europei destinati al “sostegno” delle imprese agricole, deve essere uno strumento e non il “fine” delle politiche agricole regionali.

“Occorre – secondo Confagricoltura Liguria – potenziare le reti di imprese ed i progetti di filiera, come volano per il consolidamento e la crescita delle imprese, verso nuovi mercati”. Secondo l’Organizzazione agricola bisogna “ricordare che la Liguria ha nel suo territorio un ‘unicum’ che deve essere volano per l’agricoltura, con un nuovo sviluppo del turismo eno – agro – alimentare, specie verso quell’entroterra oggi riscoperto, specie dagli stranieri”.

Ma bisogna di pari passo ricordare il ruolo di “custodia” del territorio garantito dalle imprese agricole, favorendone il ritorno attraverso coraggiose politiche di gestione e pianificazione urbanistica, politiche di esenzione fiscale, rimettendo l’agricoltura al centro della “gestione” del territorio stesso.

“Nuove politiche energetiche per abbattere i costi di produzione – prosegue il presidente di Confagricoltura Liguria – uno sviluppo della logistica della Liguria per permettere sia la fruizione del territorio, sia l’esportazione delle produzioni liguri, si pensi alle piante in vaso indirizzate verso i mercati del Nord Europa”.

“Insomma un ‘modello Liguria’ esportabile anche nel resto del Paese, per quelle aree rurali non facilmente identificabili come ‘agricoltura tradizionale’ del 2016. Poche, semplici e concrete proposte di chi, come Confagricoltura, rappresenta il sistema delle Imprese identificate con il pay off ‘coltiviamo capolavori’. In Liguria si coltivano capolavori, per giunta in un capolavoro di territorio. Confagricoltura Liguria ha voluto tracciare con il suo ‘decalogo’ la linea d’indirizzo per un’agricoltura ormai 3.0” conclude Oldoini.