Ilva, Genova non paghi le colpe di Taranto – Sonia Viale: qui i problemi sono stati affrontati da tempo

La questione dell’Ilva di Taranto va ben oltre i confini della Puglia: a Genova infatti si temono grandi e gravi ripercussioni. Se Taranto si ferma, anche Genova Cornigliano deve fermarsi e mandare a casa gli operai rimasti su quell’area che è stata la più grande acciaieria d’Europa. La preoccupazione è forte. «Non possiamo pagare le colpe della Puglia, dice Sonia Viale, segretario nazionale della Lega Nord Liguria. che sta seguendo giorno dopo giorno gli sviluppi di una vicenda che a Genova sembrava risolta. Il problema in Liguria era già stato affrontato, vero?
«Qui a Genova le soluzioni si sono cercate tempo fa e grazie a un accordo dl programma nel 2005, ci fu una riconversione della produzione che permise di salvaguardare molti posti dl lavoro e al tempo stesso dl tutelare ambiente e salute. Oggi a Cornigliano anche se l’azienda non ha rispettato tutti i termini dell’accordo per quanto riguarda l’occupazione la situazione, con la chiusura del ciclo a caldo, è decisamente migliorata»
Ora quali sono i timori a Genova?-
«Se la chiusura di Taranto fosse confermata, le ripercussioni nello stabilimento genovese sarebbero gravissime vorrebbe dire ampliare il fronte degli oltre 900 lavoratori sotto contratto di “solidarietà” su 1.750. la Lega Nord è coni lavoratori di Genova che non possono pagare ancora una volta, le colpe di altri. Le ripercussioni della decisione non riguardano solo i dipendenti e l’indotto, ma l’intero sistema dell’acciaio. Ma il problema è molto più ampio e investe tutto il nostro futuro perchè ci sono diverse realtà che hanno un impatto sulla salute e sull’ambiente e non si può aspettare che il caso “scoppi” per occuparsene» Cosa si potrebbe fare? «Intanto le nuove tecnologie permettono di ridurre notevolmente l’impatto di certe lavorazioni. E comunque non bisogna chiudere gli occhi come è stato fatto in Puglia: Vendola dovrebbe dedicarsi un po’ meno alle nomine, lautamente remunerate, della sanità e dedicarsi un pò di più ai lavoratori da nulle euro al mese. Intanto si sta perdendo un sacco di tempo: la vicenda è molto complessa e la soluzione necessita del coinvolgimento di numerosi enti»
Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha annunciato che il 17 agosto il Governo incontrerà a Taranto le autorità locali, l’azienda e la Regione…
«La presenza del Governo sul territorio avrebbe dovuto essere immediata: si doveva mandare subito un segnale e invece i giorni passano e qui a Genova si tenie il peggio…»
Sul fronte della cronaca, intanto, il Ministro Climi, nel suo intervento alla Camera, ha spiegato perché si stia cercando di evitare un «decreto d’urgenza». illustrando la necessità di una valutazione aggiornata sugli attuali rischi per la salute degli impianti dell’Ilva: «Il Gip fa riferimento ai dati della perizia che ha trovato un aumento della mortalità per alcune malattie. La perizia però parla di malattie croniche e tumorali, per cui è impossibile fare una correlazione con i rischi attuali. » Secondo il Ministro, cioè; gli eccessi di mortalità evidenziati non sono riferiti agli impianti odierni ma degli anni passati».
Il Ministro ha confermato che si sta lavorando a un possibile ricorso alla Consulta e ha sottolineato l’evidente conflitto tra le disposizioni del Tar e quelle della Procura: il primo considera troppo severe le prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale del 4 agosto 2011, ma quelle stesse prescrizioni sono invece considerate dalla Procura non sufficienti a garantire la protezione dell’ambiente».
Tutto ciò mentre il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, ha depositato due appelli contro l’ordinanza dei Gip, dichiarando che l’ordinanza a «si sostanza nell’ usurpazione dei poteri attribuiti ad alti organi» giurisdizionali, come Riesame e Procura.

Lascia un commento