Incontro in Prefettura tra Fiamma Spena, il nuovo Governatore e la Vice Presidente della Giunta

Diktat del prefetto a Toti e Viale: nessuno stop ai migranti

Gli sbarchi al sud continuano. E aumenteranno. E nessuna regione italiana si può tirare indietro, malgrado le prese di posizione dei governatori ribelli del nord. La regia delle operazioni è solidamente in mano al prefetto Fiamma Spena che, alla prima levata di scudi dei neoletti presidenti, aveva precisato: «La ripartizione è stata effettuata sulla base delle intese assunte al tavolo di coordinamento regionale sui flussi non programmati. E tutto è avvenuto sulla base del decreto del ministro dell’Interno del 16 ottobre 2014». Le scintille sembrano essere già spente. «Non accoglieremo altri migranti come faranno Lombardia, Veneto e Val d’Aosta, quello dei profughi è un problema che dovrebbe essere risolto a monte», aveva dichiarato Giovanni Toti subito dopo la fine dello spoglio delle schede, nell’euforia dell’elezione, seguendo il vento del nord. Ma ieri, nel giorno della presentazione formale in prefettura del neogovernatore insieme a Sonia Viale (un incontro derubricato nei comunicati ufficiali al rango di«visita di cortesia») dal palazzo del governo si conferma la linea ormai decisa. Dopo la prima ondata di arrivi di un mese e mezzo fa, e dopo i 50 nuovi richiedenti asilo accolti ieri in Liguria (già distribuiti tra le diverse strutture di accoglienza sul territorio regionale) oggi si continua con altri 50. Di questi 15 dovrebbero restare a Genova mentre gli altri saranno ripartiti tra Imperia, Savona e La Spezia. Secondo un comunicato diffuso dall’ufficio stampa di Toti, l’incontro «è stato l’occasione per una prima ricognizione sulle urgenze da affrontare». Nell’incontro «Toti e Viale hanno ribadito la loro preoccupazione per l’eccezionale afflusso di immigrati in Liguria, tanto più all’inizio della stagione estiva e vacanziera motore trainante dell’economia locale». Al centro del colloquio anche i temi della sicurezza e del decoro cittadino. Il Prefetto e il neo governatore si sono poi ripromessi di fissare un nuovo incontro a breve «per stabilire quali saranno le prime azioni da mettere in campo», si legge nel comunicato. I profughi, intanto, continuano ad arrivare. E in gran parte ad andare via di propria iniziativa, lontani dalla Liguria e dall’Italia.

Tratto da ‘il Secolo XIX’ 12-06-15