Inperpellanza su “Staccapanni”

Genova, 2/7/14
Prot. PG/2014/195176
Comune di Genova
SEDE

INTERPELLANZA

PREMESSO
– Che è dal Suo insediamento, signor Sindaco, che, a più riprese, ho portato alla Sua attenzione il problema legato al progetto “Staccapanni” avviato in collaborazione con AMIU, dalla Fondazione Auxilium della Caritas di Genova e dalla Cooperativa Sociale “Emmaus”, nato con lo scopo di promuovere la cultura del riciclo e della condivisione attraverso la raccolta di indumenti usati;
– Che le mie iniziative al riguardo, dal 2012 a oggi, sono state le seguenti:
• 22 agosto 2012 – interrogazione R.S. alla quale è seguita risposta dell’Assessore Garotta con nota 1.10.2012
• Lettera all’Assessore Garotta datata 1.10.2012
• 8 aprile 2013 – interrogazione R.S. – rimasta senza riscontro
• 16 luglio 2013 – interrogazione R.S. alla quale è seguito riscontro dell’Assessore Garotta in data 27.8.2013
• 10 gennaio 2014 – interpellanza – mai portata in discussione in Sala Rossa;
CONSIDERATO
– Che ripetutamente tali manufatti sono oggetto di scasso soprattutto da parte di zingari e sbandati, in ogni zona cittadina e frequente abbandono degli indumenti non graditi lasciati a macerare indecorosamente sui marciapiedi;
– Che i dati recenti riferiscono di ben 400 cassonetti “violati” nell’arco di un anno;
RICORDATO
– che nell’interpellanza del 10.1.2014 ho affermato che tale fenomeno è interessato dal racket dei mercatini dell’usato: il non riconoscere questo fatto da parte dell’Amministrazione ha significato rendere legale ciò che in verità legale non è e la medesima Amministrazione è stata smentita dai recenti episodi;
– che, condividendo il pensiero del Codacons, ritengo che il frugare nei cassonetti, non solo rappresenti un reato ma anche una forma di degrado inaccettabile che “una città civile e attenta ai bisogni di tutti, specie dei più poveri, non può permettere che nel 2014 si assista ancora a tali scene”;

EVIDENZIATO
– che il persistere a mantenere tali manufatti al di là delle reali situazioni che attorno ad essi si verificano costantemente significa non voler essere a conoscenza delle perdite per migliaia di euro che la stessa Cooperativa subisce e del degrado sul piano urbano/ambientale che si crea dando l’ennesima immagine di disordine, incuria e sporcizia;
– Che a più riprese i cittadini hanno lamentato scempi di indumenti e manufatti distrutti in più parti del territorio;
– Che la stessa Fondazione Auxilium ha affermato “Per noi è un grave danno economico e di immagine”, e che la Caritas risulta aver presentato esposto in Questura attraverso i suoi responsabili
CONSIDERATO che nella risposta dell’Assessore, datata 1.10.12, si legge “ Con il recente posizionamento di nuovi cassonetti dotati di un sistema di introduzione degli indumenti più sicuro, si sono evitati i pericoli derivati dai tentativi di intrusione” e che “l’ipotesi di abbandonare l’uso dei contenitori avrebbe effetti negativi…omissis… anche in termini di contrazione della raccolta differenziata in città”: una presa di posizione che in verità denotava la distanza oggettiva della Giunta dai fatti reali e che, a distanza di due anni, si è ulteriormente amplificata;
APPRESO che in questi giorni la notizia di un irregolare, con precedenti per reati contro il patrimonio e per la violazione della normativa sull’immigrazione, fermato da agenti di P.S. mentre estraeva abiti stando completamente immerso in uno staccapanni (nonostante le rassicurazioni assessorili contenute nella nota del 27.8.2014 in cui si evince che “Caritas e Fondazione Auxilium stanno procedendo alla sperimentazione di un nuovo tipo di contenitore in grado di prevenire con segnalazione i tentativi di intrusione”) in via G. Ferrari che ha ammesso “di commettere abitualmente questi furti per poi rivendere i capi usati nei mercatini improvvisati di via Turati”;
CONSTATATO che è ormai evidente che tali strumenti non solo sono ripetutamente mal usati ma diventano sola ed esclusiva possibilità di incetta per zingari e illegali: quindi, ciò dimostra la loro inadeguatezza al progetto iniziale;
INTERPELLA LA S.V.
Per conoscere
– Se non si ritenga giustamente conclusa l’azione del Progetto “Staccapanni” e pertanto si proceda allo smantellamento dei raccoglitori sul territorio cittadino anziché insistere su posizioni di fatto ampiamente superate dall’evidenza dei fatti;
– Se è possibile dar corso a recuperare, in accordo con Caritas e le numerose Parrocchie genovesi, spazi adeguati dove deporre gli indumenti e, soprattutto, che la gestione dei medesimi venga svolta affinché gli stessi possano essere destinati a persone realmente bisognose e non perseguire nel dare spazio all’illegalità ed ai racket malavitosi.

IL CAPOGRUPPO
Edoardo Rixi