Interpellanza criticità mercati cittadini

Genova,12/2/14

Prot. PG/2014/42588

Al Signor Sindaco

Comune di Genova

SEDE

INTERPELLANZA

PREMESSO

Che la situazione economica di certo non aiuta né il commercio cosiddetto tradizionale (basti ricordare che in dieci mesi a Genova, sono stati  chiusi 628 negozi e 333 imprese di ristorazione), né invoglia soprattutto i giovani a tentare l’apertura di nuovi esercizi commerciali;

Che, comunque,  Genova appare sempre più assente sul piano commerciale, con un Comune sordo ai richiami degli esercenti per le varie problematiche legate alle condizioni economiche ma, come nel caso dei vari mercati coperti, anche strutturali;

CONSIDERATO

Che il mercato “E. Toti” di piazzale Parenzo, nonostante il Comune ha svolto degli interventi di sistemazione, a tutt’oggi vive una triste realtà: su 18 banchi, solo 6 sono occupati e gli stessi commercianti chiedono a gran voce un “restyling”. Nell’arco di due anni sono state chiuse 3 attività. Il Comune dal canto suo ha aperto i bandi per affittare i posti vuoti ma al momento si è insediata una sola attività;

Che lo stesso nuovo mercato del pesce fresco, davanti al Galata,  la cui struttura è costata 1 milione e 390mila euro (1 milione e 200mila dal Fondo Europeo per la pesca e 206 mila da Fondi del Comune) con due anni e mezzo di lavori, inaugurato il 20 dicembre u.s., presenta problematiche strutturali inammissibili: le vetrate basse e senza teloni di protezione quando piove e c’è vento forte i banchi vendita diventano inutilizzabili;

Che l’area del mercato del pollame del Campasso risulta in totale abbandono da anni ma potrebbe tornare volano di riqualificazione commerciale se la Giunta ponesse in atto un piano di riqualificazione della zona, anche sul piano economico e commerciale;

Che recentemente ha preso avvio anche il Mercato del Ferro, di via Puccini a Sestri: dopo la sua ristrutturazione alcune attività hanno iniziato bene, ma altre presentano già difficoltà e taluni hanno già “gettato la spugna”. Gli esercenti dei banchi di detto Mercato, comunque, chiedono all’Amministrazione la necessità di effettuare interventi che agevolino l’accesso alla struttura in questione, nonché una pubblicizzazione dello stesso che, pare,  fosse stato un impegno preso dal Comune stesso;

Che un’altra struttura che sta creando non pochi problemi a chi ha acquistato un banco vendita è il Mercato di Certosa: molti esercenti stanno subendo il forte disagio di infiltrazioni d’acqua e perdite dal soffitto, che creano umidità diffusa e banchi bagnati, un contesto che crea problemi nel servire i clienti. E’ risaputo che il soffitto di  questo manufatto perde in diversi punti e le settimane piovose di questi tempi di certo  non agevolano il rientro dell’inconveniente: in un tessuto urbano che ancora permette un  discreto commercio, seppure segnato dalla crisi, dove peraltro diversi giovani hanno investito per un rilancio di attività, è un vero peccato l’assenza della Giunta che pare sorda agli “S.O.S.” lanciati dagli esercenti per un urgente intervento che permetta loro di lavorare senza disagi;

EVIDENZIATO l’eterna situazione dell’ex-mercato ortofrutticolo di corso Sardegna, ormai una specie di cattedrale nel deserto che  dietro a progetti faraonici inconclusi rappresenta per il quartiere, oggi, solo degrado e insicurezza: ed invece potrebbe davvero essere un punto di forza per il commercio della zona e della città stessa;

INTERPELLA LA S.V.

Per conoscere

Che tipo di interventi l’Amministrazione intende portare avanti prima di tutto sul piano commerciale per  le strutture su esposte: avere dei potenziali e non trovare idonee soluzioni è un votare al suicidio la città;

Se nel suo programma elettorale, al punto 5.1.7 “Il Commercio e l’Artigianato”, un punto che balza all’evidenza è “riaprire le saracinesche”, Le faccio presente che a Genova si sta assistendo ad una serrata imponente: anche nei mercati rionali coperti, molti banchi han dato forfait dopo poco dalla loro apertura. Il Comune è lontanissimo dalle loro problematiche, nonostante la Sua buona intenzione elettorale di “offrire agli operatori una realtà snella ed efficiente ed ai consumatori servizi, offerta e capacità di aggregazione”;

Da un punto di vista, invece, di interventi, in che tempi è ipotizzabile agire sul piano di risanamento delle varie criticità strutturali sopra esposte: impensabile agevolare un buon commercio dove esistono criticità oggettive. Il Comune non può né tergiversare nella tempistica né ancor più far finta di nulla;

Su Corso Sardegna: qual è la vera intenzione della Giunta?

Sul Mercato del Pollame: attendiamo la fatiscenza totale oppure è auspicabile una sua riqualificazione che sia ulteriore segno di recupero urbano, sociale e commerciale per Sampierdarena.

IL CAPOGRUPPO

Edoardo Rixi