Interpellanza vigile di quartiere

Genova, 19/2/14

Prot. PG/2014/50791

Al Signor Sindaco

Comune di Genova

SEDE

INTERPELLANZA

PREMESSO che la risposta fornita dall’Assessore Fiorini alla mia interrogazione RS 2013/411 dell’11.12.13 la ritengo assolutamente insufficiente ai contenuti da me evidenziati attraverso quanto espostomi da alcuni cittadini di via Assarotti e rilevato anche dalla stampa locale circa l’allarme sicurezza;

EVIDENZIATO che il Comitato Montello-Manin ha ripetutamente lanciato l’appello di avere in zona  maggiori controlli e monitoraggi più costanti, nonché la presenza di un vigile di quartiere in quanto tale zona risulta essere “una giungla, dove anche prendere l’autobus è diventato pericoloso”;

TENUTO CONTO

Che secondo quanto asserito nella risposta dall’Assessore Legalità e Diritti “la figura del “Vigile di Quartiere”, pur non prevista nell’organigramma della Polizia Municipale, è di fatto esistente”, ma che in verità tale figura – a suo tempo adottata dal precedente Comandante Mangiardi come punto di “feed back” tra l’attività di controllo sulle problematiche definiamole “di quotidianità” dei quartieri ed il garantire una presenza istituzionalmente di impatto con i cittadini delle zone – era stata, con l’avvento della Sua Giunta, assorbita dal comparto “sicurezza urbana che in un certo senso clonava questa figura ma che ora è stato tolto, quindi del “vigile di quartiere” non vi è traccia sotto nessuna forma;

Che vorrei ricordare che tale figura è presente in Comuni come Milano, Verona, Savona, Ferrara, Modena, Monza, Cremona, Vicenza, Viadana e molti altri, in quanto rappresentano quel ruolo interdisciplinare capace di “leggere” i problemi del quartiere;

Che il ruolo essenziale è di dedicazione ai quartieri: specializzati nel benessere urbano, lavorano a diretto e quotidiano contatto con i cittadini, occupandosi di convivenza civile, sicurezza urbana, viabilità e qualità degli spazi pubblici;

Che il loro compito non è quello di pronto intervento ed emergenze, bensì di osservazione delle criticità del quartiere attivando il tal senso l’azione della Polizia Locale e della stessa Amministrazione Comunale contribuendo così al miglioramento delle condizioni di vivibilità del quartiere stesso;

RICORDATO che due tra le città internazionali di certo maggiormente a rischio, e più precisamente New York e Lione, hanno adottato in primis questa figura ritenendola uno dei più efficaci sistemi di prevenzione per ridurre la paura dei cittadini in un contesto urbano e sociale degradato e fortemente soggetto a fenomeni sociali e di malvivenza;

RITENUTO che non è quindi accettabile quanto espresso nella nota di risposta dell’Assessore Fiorini: il vigile di quartiere a Genova non esiste né in zona Assarotti  né in nessun’altra delegazione;

INTERPELLA LA S.V.

Per conoscere

Quali interventi l’Amministrazione intende porre in essere per far sì che ogni delegazione abbia un vigile di quartiere secondo i presupposti e le competenze ad esso legate;

Dall’Assessore Fiorini come può dimostrare oggettivamente che, secondo le sue affermazioni, tale figura sia esistente;

Se, sempre secondo l’Assessore, i cittadini di via Assarotti sono, a questo punto, dei visionari che non vedono cose esistenti e segnalano fatti inesistenti;

Qual è per l’Assessore in questione il concetto di “vigile di quartiere”

IL CAPOGRUPPO

 Edoardo Rixi