Interrogazione su edicole chiuse

Genova, 2/7/14
Prot. RS/2014/172
Al Signor Sindaco
Comune di Genova
SEDE

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA

PREMESSO che la crisi economica morde prepotentemente sui bilanci familiari ed ovviamente i consumi di beni non indispensabili subiscono gravi perdite;
CONSTATATO che i quotidiani e le riviste fanno parte di quei consumi ai quali la gente tende a rinunciare: fatto che ha determinato la chiusura di 40 edicole in due anni, circa il 10% delle edicole genovesi;
EVIDENZIATO
– Che le ormai numerose edicole poste in vendita non è facile trovino acquirenti;
– Che, soprattutto quelle dislocate nel Centro Storico, hanno oggettivamente una buona posizione, interessata dal passaggio del turismo e dei genovesi abituali frequentatori del centro;
CONSIDERATO
– Che è un peccato vedere chioschi chiusi, anche da un punto di vista di arredo urbano;
– Che detti manufatti potrebbero essere destinati a piccoli laboratori con annessa vendita di articoli e/o prodotto di artigianato: in tal senso potrebbero rappresentare un modo per incentivare i giovani a sviluppare talenti artistici e creativi incentrandoli sull’artigianato, di per sé un modo per restituire a Genova una delle sue antiche caratteristiche e che di certo potrebbe rappresentare un nuovo punto di rilancio commerciale, turistico e sociale;
RICORDATO che avevo già presentato simile proposta alla Sua attenzione con interrogazione RS del 10.7.13 alla quale non è stata data risposta, nonostante la L. 241/90;
INTERROGA LA S.V.
Per conoscere
– Se è concorde nel consentire un cambio d’uso delle ormai troppe edicole chiuse da mettere a disposizione, con regolare canone di locazione, di giovani creativi o comunque soggetti che intendono offrire un contributo costruttivo all’economia genovese portando innovazione, creatività, arte nel contesto di una millenaria tradizione artigiana al turismo ed al commercio della nostra città;
– Nel caso di dissenso alla mia proposta, quali soluzioni pensa di poter dare al fine di evitare che anche detti chioschi chiusi diventino un ulteriore “abbandono” in città, già pesantemente in degrado.

IL CAPOGRUPPO
Edoardo Rixi