La Lega Nord in difesa di Ansaldo Energia a Genova

GENOVA. Grilli, Garrone e la Lega Nord in difesa dell’italianità di Ansaldo Energia. Più volte sollecitato, alla fine è arrivato anche il punto di vista del ministro dell’Economia sulla società che Finmeccanica ha messo in vendita e che oggi risulta contesa tra due ipotesi: l’offerta da 1,3 miliardi di euro della tedesca Siemens e la manifestazione di interesse del Fondo strategico italiano della Cdp in tandem con una cordata di imprenditori i cui nomi ancora non sono noti. Sia pure contrari alla Cdp, a prendere posizione in difesa dell’italianità di Ansaldo Energia sono anche alcuni deputati della Lega Nord, partito al quale è sempre stato affiancato il nome di Giuseppe Orsi è sempre stato affiancato da quando è stato nominato presidente e amministratore delegato del gruppo. Ad auspicare una «soluzione italiana e privata» per Ansaldo Energia è infine Edoardo Garrone. «Perché stiamo parlando di un’azienda che è un patrimonio industriale per il Paese», spiega. È «certamente utile» un impegno della Cassa depositi e prestiti a investire in Ansaldo Energia. Vittorio Grilli parla con i cronisti,a margine di un’audizione parlamentare. E per la prima volta da quando Ansaldo Energia è finita sul mercato, il titolare dell’Economia legittima un intervento della Cdp in difesa dell’italianità dell’azienda guidata da Giuseppe Zampini. «Fa parte del ruolo strategico della Cassa – fa rilevare Grilli, come riporta Radiocor -vedere se ci sono aziende italiane importanti, tecnologiche, che hanno un mercato globale, che possano essere mantenute italiane». «Se la Cassa depositi e prestiti ha individuato nella sua autonomia Ansaldo Energia come una delle possibili aziende dove può essere costituito un interesse privato penso che sia certamente utile», dice Grilli. Il riferimento è al recente intervento del Fsi, che venerdì scorso ha inviato una manifestazione di interesse per l’acquisto del 55% della società a Finmeccanica. La manifestazione, secondo più fonti, «cita imprenditori interessati all’operazione senza farne i nomi». Resta però sul tavolo (e alcuni la quotano vicina alla firma) l’offerta di Siemens: il concorrente tedesco sarebbe pronto a sborsare 1,3 miliardi per mettere le mani sul 100% della società che ha sede a Genova. In difesa dell’italianità del produttore di turbine si schierano anche i leghisti. Alberto Torazzi,capogruppo in commissione Attività produttive e Gianni Fava, responsabile Sviluppo economico del Carroccio, in una nota congiunta scrivono: «Ansaldo Energia è un’azienda strategica perché recupera commesse e ordini a livello internazionale e distribuisce a cascata lavoro e commesse al tessuto nazionale di piccole e medie imprese. Si sta concretizzando una cordata industriale di imprese del Nord. È evidente il vantaggio strategico di sistema di questa soluzione rispetto a Siemens». Rispondendo al Secolo XIX,Fava è ancora più chiaro:«Ansaldo Energia è un asset non vendibile, tanto meno ai tedeschi, perché significherebbe perdere quote di sovranità. Orsi in quota alla Lega? Io nemmeno lo conosco – risponde – e la sua scelta di vendere è un errore».

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