Lettera del Segretario Nazionale Sonia Viale al Direttore de ‘Il Secolo xix’

Gentile direttore,

le chiedo di dare spazio a questo mio intervento riferito all’editoriale oggi comparso sul giornale da Lei diretto e dal titolo “Bugie e silenzi che scatenano il panico da invasione”.

Per il mio personale rispetto dell’elettorato ligure e dei lettori del Secolo XIX, penso che i cittadini liguri non abbiano ingigantito il problema dell’immigrazione in Italia e in Liguria fino a essere travolti da un panico da invasione a causa della campagna elettorale del centrodestra.
Ritengo sia più realistico considerare che, in maniera del tutto indipendente dalla politica, i liguri si rendano conto, in prima persona e nella vita di ogni giorno, di quali dimensioni stia assumendo l’immigrazione incontrollata sul nostro territorio.
Per rendersi conto della situazione attuale, ai liguri basta prendere l’autobus ogni mattina, viaggiare in treno – domenica abbiamo assistito allo sciopero del personale che chiede sicurezza -, tornare a casa tardi la sera nel centro e nelle periferie della propria città, fare la coda nei pronto soccorso degli ospedali liguri, guardare i mercatini abusivi nelle piazze, vedere alberghi occupati a spese della comunità dai cosiddetti profughi, leggere che alcune associazioni no profit di chiaro orientamento politico ricevono milioni di euro per l’assistenza (un esempio Agorà di Genova per mantenere 800 profughi fino al 31 dicembre ha vinto una gara per 7,7 milioni di euro).
Il sistema legale dell’immigrazione regolare nel nostro Paese ormai è saltato. Non si parla più di flussi cioè di ingresso nel Paese in presenza di un contratto di lavoro. Oggi è sufficiente pagare i trafficanti di esseri umani e salire su un barcone. Grazie al cosiddetto “soccorso in mare”, non è neanche più necessario fare domanda di asilo. Il capo della Polizia Alessandro Pansa in una recente audizione al Senato ha dichiarato che dei 170 mila migranti arrivati lo scorso anno sono state prese le impronte digitali a 45 mila illegali e ai 65 mila che hanno richiesto asilo – sottolineo che poco più di un terzo degli immigrati hanno presentato domanda di asilo -. I circa restanti 60 mila si sono rifiutati di farsi prendere le impronte digitali: forse perché avevano precedenti nei proprio paese? Evidentemente non di tipo politico, altrimenti avrebbero chiesto asilo.
Ricordo che con il Governo di centrodestra e con il ministro Maroni agli Interni, nel 2010 l’emergenza Nord Africa è stata gestita con la Commissione europea fornendo, ai 60 mila circa arrivati da Tunisia e Libia, un permesso di soggiorno temporaneo per motivi economici, concordando con i paesi di provenienza il rimpatrio degli stessi al termine delle cosiddette “rivoluzioni arabe”. Non li abbiamo lasciati nella clandestinità ma abbiamo loro fornito un permesso a tempo che ha portato al rientro in Tunisia della maggior parte degli sbarcati. Abbiamo preteso e ottenuto il rispetto delle regole senza lasciare spazio alla clandestinità e ai trafficanti di esseri umani.
Confesso, infine, di essere rimasta perplessa nel leggere le considerazioni sul fatto che il nostro popolo avrebbe sfruttato gli stranieri per tenere puliti i nostri vecchi e le nostre case, che le nostre imprese e negozietti siano stati favoriti dall’invisibilità fiscale e previdenziale degli stranieri. A onor del vero ricordo che nel 2009 proprio un Governo di centrodestra ha regolarizzato colf e le badanti. Inoltre, accusare le nostre imprese, i nostri artigiani e i nostri piccoli commercianti di aver campato sullo sfruttamento del lavoro nero mi pare quanto meno fuorviante dato che proprio le piccole attività hanno gravemente subito la concorrenza sleale dell’abusivismo, dell’illegalità dilagante e diffusa, della totale apatia delle forze di governo nei loro confronti.
Infine vorrei sottolineare che attualmente la Regione Liguria è ancora governata dal Governatore Burlando: quando verrà insediata, la nuova Giunta renderà sicuramente conto del proprio operato. Assieme ad altre Regioni come Veneto, Lombardia e Valle d’Aosta, anche la Regione Liguria si assume fin da ora la responsabilità politica di dire no all’accoglienza di altri sedicenti profughi.

Sonia Viale
Segretario regionale Lega Nord Liguria e designata vicepresidente della giunta Regione Liguria