Sanzioni, Rixi: “Liguria interlocutore di primo piano nei rapporti con la Russia”

Genovapost.it 7-06

Genova – “La grandissima attenzione mediatica che in questi giorni abbiamo riscontrato da parte dei principali network di informazione della Federazione Russa per seguire l’iter della nostra mozione presentata in consiglio contro le assurde sanzioni applicate dall’Unione Europea dimostra che la Liguria è considerata interlocutore di primo piano nei rapporti economici con la Russia”: lo ha dichiarato Edoardo Rixi, segretario regionale della Lega Nord in Liguria e assessore regionale allo Sviluppo economico, a margine della seduta del consiglio regionale di oggi a cui era presente anche una troupe dell’emittente russa Channel 5 per seguire i lavori dell’assemblea legislativa ligure al cui ordine del giorno è calendarizzata la mozione della Lega per “impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Governo e il Parlamento Nazionale e le Istituzioni Europee per la revisione dei rapporti tra l’Unione Europea e la Federazione Russa, evidenziando i danni irreversibili all’economia provocati dalle loro scelte scellerate ed irresponsabili, anche alla luce della sicurezza internazionale”.

Multe – “I burocrati del consiglio europeo perseverano nella follia delle sanzioni che sta avendo conseguenze devastanti per le nostre imprese, stimati in circa 100 miliardi di euro di perdite dall’associazione degli imprenditori italiani a Mosca. La Russia rappresenta un interlocutore importante e strategico per la Liguria, sia in ambito turistico, sia nel manifatturiero: basti pensare che tra il 2013 e il 2014, prima delle sanzioni, secondo l’Istat, l’export della nostra regione verso Mosca aveva raggiunto quota 129 milioni di euro. Stiamo costruendo un fronte comune con altre Regioni che, come la Liguria, vogliono davvero sostenere le nostre imprese, tutelare le loro opportunità di business sul mercato russo, molto attento alla qualità dei nostri prodotti. Insieme a Veneto e Lombardia, che hanno presentato analoga mozione alla nostra, condanniamo la politica internazionale dell’Unione Europea nei confronti della Crimea e chiediamo il ritiro delle inutili quanto dannose sanzioni alla Russia”.